Recensione: Twin Shadow – Confess

Art-pop

4AD 
2012 
L’esordio di Twin Shadow si fece apprezzare per il modo in cui riuscì a riproporre con nostalgia una formula di new wave più che consolidata apportando veramente poco di nuovo, ma risultando comunque fresca, sincera e non una mera opera di nostalgica riminiscenza di moda. Tuttavia era subito chiaro che un secondo album uguale non sarebbe stato facile da digerire ed ecco infatti che l’artista statunitense sceglie intelligente di modificare la sua proposta sonora, mantendo spesso un sound simile al primo Forget, ma costruendo dei ponti per il futuro che lo vedono avvicinarsi ad ambienti art-pop come le ultime produzioni degli Xiu Xiu, specialmente Dear God, I Hate My Self, più che l’ultimo e più duro Always.

Alcune coordinate fondamentali, quali la voce e i testi toccanti, si confermano come tra i punti di forza preponderanti. Ottimo esempio è il primo splendido singolo, “Five Seconds”, che ripercorre pedissequamente i passi di Forget, ma è così bella da non poter certo essere scambiata per una outtakes della prima ora. 
A metà strada tra i nuovi guizzi di “Golden Light”, “You Can Call Me On”, “Beg For The Night” e la prosecuzione di quanto già sentito nel precedente album in pezzi come “Ruin My Heart” e “The One”, c’è’ spazio per una “Patient” perfetta via elettronica di mezzo, stesso dicasi per “When The Movie’s Over”.
Spiazzante poi in conclusione “I Don’t Care”, in piena zona Patrick Wolf dei bei tempi.
Confess resta un album che, al di là di ogni possibile descrizione delle canzoni, è fatto più che di musica di atmosfere e sensazioni quali malinconia, nostalgia e coraggio nell’esprimere un romanticismo tanto diretto quanto efficace. 

Indubbiamente non ha l’impatto di Forget e mancano i singoli (giusto “Five Seconds” e “Patient”), di cui abbondava invece abbondava il primo album, ma è un lavoro più vario, ponderato e maturo. 
Dopo aver catturato la nostra attenzione due anni fa, Twin Shadow conferma le sue credenziali ribadendo il talento mostrato precedentemente e al tempo stesso volgendo uno sguardo verso il futuro.


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