La Cosa [Recensione]

Matthijs van Heijningen Jr.

Horror 
2011
Ennesimo remake? Ennesimo cheap-restyling?
Si sa, il 2012 segna proprio l’anno della crisi, a partire da quella economica per finire a quella delle idee. A prescindere dal piattume cinematografico che contraddistingue ogni stagione estiva, il 2012 è stato formulato proprio all’insegna del concetto ‘Lo prendo dal passato e lo riadatto con tanta computergrafica‘. Il peccato è insito nel fatto che la grafica non può essere comparata ad una narrazione forte, unica ed originale e quindi, da sola, non può reggere il confronto con i film del passato.

L’adozione di Maya, MakeHuman, Lightwave e quant’altro non può riparare l’assenza di una saggia sceneggiatura che non può essere scopiazzata e riadattata ai canoni moderni senza perdere tanto valore nel processo di transizione.

Il film leggendario che è stato rianimato è “The Thing” (La Cosa), celebre movie diretto da John Carpenter nel 1982. Essendo una pietra miliare del cinema fantascientifico, fare un puro remake era pressoché impossibile, quindi è stata scelta la strada alternativa per riproporre la stessa pappa, ma in modo che vada ad espandere il canone senza sollevare critiche crudeli dai fedeli all’originale: il prequel.
La storia anticipa quella del film di Carpenter. Si parte dalla scoperta dell’astronave aliena, trovata grazie ad una distress-call intercettata dalla base antartica-norvegese di Thule. La protagonista paleontologa di nome Kate è interpretata da Mary Elizabeth Winstead. Quest’ultima arriva direttamente dal suo precedente film ‘Scott Pilgrim vs. the World‘ ed offre una dimostrazione delle sue qualità recitative lievemente più scarsa, probabilmente a causa del personaggio questa volta più impegnato e quindi più difficile da rendere sul grande schermo. C’è da aggiungere che il personaggio interpretato, comunque sia, non possiede un elevato spessore. Da brava paleontologa qual è, Kate analizza il corpo di un alieno congelato, ma si dimentica di ordinare una guardia costante al cadavere che viene lasciato a scongelarsi, mentre un gruppo di norvegesi fa festa e si ubriaca per la straordinaria scoperta di un extraterrestre. E’ praticamente ovvio che un alieno congelato, trapanato, deriso e lasciato a scongelarsi, una volta destato voglia maciullare un branco di bifolchi prossimi al coma etilico. La storia si scrive da sé e si conclude con la scena finale che si collega perfettamente al film del 1982.
The Thing” del 2011 è diretto da un discreto Matthijs van Heijningen, il quale adempie al suo ruolo di coordinatore delle riprese, ma cade profondamente sulla banalità della fotografia. Le numerose inquadrature di occhi sospettosi, di ambienti angusti proprio prima di una scena violenta, anticipano la trama e non donano l’effetto sorpresa desiderato. Il tutto si riduce ad una classica impostazione da film horror in cui dopo il silenzio c’è un rumore improvviso, dopo il close-up sul primissimo piano della protagonista c’è la scena in cui  da dietro arriva il mostro, dopo un attimo di tregua da una fuga c’è l’alieno che sbuca da un angolo e riprova a catturare la preda e così via.

Della metafora con la società nel non poter distinguere il reale dal falso, l’umano dall’alieno, rimane ben poco. Non manca, nel film del 2011, l’attimo ansiogeno in cui ci si sofferma a pensare su chi possa essere il nemico. La paranoia raggiunge il culmine verso la metà del running-time, ma si esaurisce ben presto con elementi più splatter che sci-fi thriller. Tuttavia, i mostri sono davvero ben realizzati salvo quello finale. Il design appartiene ai modelli che sarebbero dovuti essere del videogame The Thing 2, il quale non ha mai visto la luce, ma ha lasciato in eredità degli artworks davvero spaventosi.

In definitiva, The Thing è arrivato in Italia ben 9 mesi dopo, uscendo nei cinema il 27 Giugno 2012. E’ un film che fa scorrere bene il tempo se non si hanno molte pretese e non si cercano troppi paragoni con il precedente. Potevano almeno lasciare il titolo in inglese, poiché in italiano è davvero imbarazzante. Chiudendo un occhio su qualche elemento narrativo, The Thing del 2011 non dispiace, ma non fa nemmeno gridare al miracolo in pellicola. Andatelo a vedere se siete stanchi del solito squallido panorama estivo al box office.



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