Frank Ocean – channel ORANGE [Recensione]

Soul/R&B
Def Jam
2012

L’album di cui stiamo per parlare è uno dei più attesi dell’anno, non solo per il fatto che Frank Ocean si è posizionato secondo nella selezione dei BBC Sound of 2012, ma anche perché il materiale precedemente realizzato dall’artista americano lasciava presagire un album di debutto col botto. Chiamatelo mixtape, chiamatelo album, fate un po’ come vi pare, ma quel nostalgia ULTRA dell’anno scorso ha scosso le acque black tanto quanto The Weeknd e non sono infatti subito mancate le collaborazioni importanti, tra cui la clamorosa “No Church In The Wild“, con Jay-Z e Kanye West.
Che sia il suo album di debutto o no, poco importa: qual che conta è che channel ORANGE si impone come uno degli album migliori del suo genere in questo affollato 2012. Le liriche di Frank Ocean delineano ritratti degni dei migliori scrittori, capaci di ritagliare la realtà (vicina o distante che sia dall’esperienza personale) e piegarla alle proprie necessità espressive. Le tematiche non sono molte: l’amore respinto o impossibile, l’inutile plasticità della vita dei ricchi (iconici i versi di “Super Rich Kids”: too many bottles of this wine we cant pronounce/ too many joy rides in daddy’s jaguar/ too many white lies & white lines e più avanti we end our day up on the roof/ i say i’ll jump i never do), ma ogni volta connotate con sfaccetature diverse.
Come in nostalgia ULTRA anche qui non mancano i riferimenti al mondo dei videogiochi: “Start” campiona l’avvio della Playstaion 2. Un soul dilatatissimo e struggente connota “Thinkin Bout You” (col bellissimo video dell’High5Collective, molto indie) e “Sierra Leone”, mentre nell’R&B di classe di “Sweet Life”, secondo singolo, la mano di Pharrell Williams si sente e non a caso questo è uno dei pezzi migliori del disco. Le collaborazioni sono poche, ma ben ponderate: il giovanissimo Earl Sweatshirt in “Super Rich Kids”, Tyler The Creator e John Mayer nella breve strumentale “White” e il sempreverde Andre 3000 in “Pink Matter”.
Pur non essendoci un solo pezzo, su ben 17 che compongono il disco, che possa essere considerato un riempitivo è innegabile che alcuni più di altri raggiungano vette di eccellenza memorabili.
Tra queste ovviamente c’è “Pyramids”: un pezzo ambizioso, una suite di oltre 9 minuti, che rappresenta senza ombra di dubbio l’apice della capacità compositiva di Frank Ocean. Nella prima parte il mondo sfarzoso dell’Egitto viene filtrato da una lente cafona e altrettanto opulenta, ma improvvisamente tutto cambia e la Cleopatra della canzone non è una regina ma una ragazza che lavora in un locale, il Pyramids, costretta ad un lavoro umiliante, regina non di imperi ma solo del cuore del cantante. Un doppio quadro tratteggiato in maniera impeccabile, con colori tanto vividi e accesi nella prima parte, quanto sporchi e degradanti nella seconda, ricordando da vicino le ambientazioni lascive del già citato The Weeknd.
Anche “Bad Religion” merita un approfondimento a parte: anche se parlare d’omofobia all’interno dell’R&B/HipHop/Rap mi sembra ormai antiquato, è comunque degno di nota che un cantante di questo calibro descriva in più di un pezzo una sua storia omoerotica. La declinazione più struggente di questa storia la troviamo proprio in “Bad Religion” in cui Frank Ocean si confessa ad un taxista, che gli risponde “allah hu akbar” che inizialmente Ocean scambia per una maledizione, ma è solo un invito a pregare. Ma il cantante replica splendidamente if it brings me to my knees it’s a bad religion it’s a it’s a bad religion/ to be in love with someone who could never love you/ only bad only bad religion
Frank Ocean dimostra quindi di essere un artista che eccelle sotto ogni punto di vista: testi, produzione e voce sono tutti elementi che sfrutta al meglio per mettere in scena i suoi personaggi che pur non risultando vividi come quelli di un Kanye West a caso, sono più riconoscibili e vicini anche a chi ascolta. 
channel ORANGE, proprio come due anni fa accadde per il caso di My Beautiful Twisted Dark Fantasy, è un disco che manifesta una classe più unica che rara capace di ammaliare chiunque, anche i non avvezzi al genere.
http://d3aunljtr1h7e8.cloudfront.net/frankocean/index.html?v=0.7

Una replica a “Frank Ocean – channel ORANGE [Recensione]”

  1. […] Frank Ocean – channel ORANGE, dove ero già innamorato di Frank Ocean prima che tutti iniziassero ad amare Frank Ocean. L’ho persino paragonato a Kanye West: scusa Frank. […]

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