Regia: Timur Bekmambetov
Azione
2012
Quello che qui in Italia è stato barbaramente distribuito come
La Leggenda del Cacciatore di Vampiri, altro non è che
Abraham Lincoln: Vampire Hunter, parto geniale della mente malata di Seth Grahame-Smith giù autore di un altro mash
-up letterario memorabile quale Pride and Prejudice and Zombies e sceneggiatore di
Dark Shadows, l’ultimo film di Tim Burton, che
in questo film riveste il ruolo di produttore.
La regia per portare questo delirante progetto sullo schermo è affidata a Timur Bekmambetov, già regista del tamarrissmo Wanted. Il pedigree del film quindi è di altissimo livello e per tutti i fan del trash questo è un appuntamento imperdibile.
Qualora
non abbiate mai sentito parlare di questo film è probabile che il titolo originale possa aiutarvi a capire di cosa si tratti: il sedicesimo presidente degli Stati Uniti d’America Abramo Lincoln non è stato solo un uomo di stato, ma anche e sopratutto forse un cacciatore di vampiri, inizialmente in cerca di vendetta per l’uccisione della madre e in seguito eroe nazionale.
Tutto il film è ovviamente all’insegna dell’esagerazione: una volta coinvolto uno dei presidenti più amati della storia americana in una storia a base di vampiri e schiavismo non ha più senso mantenere alcun pudore. Ecco quindi che gli alberi vengono abbattuti con un sol colpo d’ascia, gli inseguimenti avvengono saltando da un cavallo all’altro come se si stesse correndo normalmente e nei combattimenti non è rispettata neanche lontanamente alcuna legge della fisica: ogni azione è votata al suo lato il più possibile spettacolare.
Lo scopo ultimo di ogni secondo è quello di stupire, divertire, intrattenere e scandalizzare e certe volte si ha quasi la sensazione di trovarsi davanti ad un film il cui lato demenziale è messo in evidenza come è accaduto poco tempo fa in pellicole quali Planet Terror.
Abbastanza valida la prova del protagonista, interpretato da Benjamin Walker, mentre si conferma una delle nostre attrici preferite Mary Elizabeth Winstead (Scott Pilgrim,
La Cosa) nei
panni della first lady.
Non mancano colpi di scena, anche se ovviamente la trama non è il punto forte della pellicola, ma è capace comunque di incollarci allo schermo per i brevi 95 minuti. Gli effetti speciali sono nella media, ma ciò che stupisce di più dal punto di vista tecnico è l’immensa quantità di ralenti che mettono in evidenza le gesta più pacchiane degli attori, sottolineando ciò che già di per sé sarebbe assurdo.
La visione de La Leggenda del Cacciatore di Vampiri richiede un approccio molto diverso rispetto a quello che si adotta normalmente con i film in costume. Stia alla larga chiunque si aspetti una ricostruzione storica anche solo lontanamente accurata, ma si avveda anche il tamarro di turno: le avventure di Abramo Lincoln non sono certo la solita solfa a cui siamo abituati.
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