Live Report: Afterhours @ Certosa di Collegno (To), 19/07/12

Cosa aspettarsi da una band come gli Afterhours? Niente di meno che la perfezione. La loro lunga e variegata carriera e le innumerevoli date con cui hanno supportato ogni album hanno reso la band milanese una vera e propria macchina da guerra dal vivo: non lasciano scampo.
Il nuovo assetto live, sia per la rinnovata formazione che per le luci di  Mamo Pozzoli, fanno però di questo tour un must estivo per tutti i fan, siano essi neofiti o di vecchia data e con molti concerti alle spalle. E’ importante infatti sottolineare che è sempre piacere vedere gli Afterhours dal vivo, dal momento che ogni volta ci si trova davanti una band rinnovata. 

Questa volta il cambio di formazione ha come principale novità il ritorno di Xabier Iriondo, uscito dal gruppo all’indomani di Non è per sempre e ritornato, col passo di un elefante in una cristalliera, per l’ultimo disco, Padania. Proprio la straordinaria vitalità e varietà di questo disco rendevano il live che si è svolto alla Certosa di Collegno (il primo concerto a Torino dopo ben tre anni) un evento imperdibile.
Come al solito gli Afterhours si impegnano in concerti lunghissimi, questa volta con l’esecuzione di ben 25 pezzi, tra vecchie glorie (riarrangiate) e i brani nuovi. 
L’esecuzione dei pezzi nuovi è pressoché perfetta, mai una sbavatura, mai qualcosa che possa anche solo lontanamente deludere le aspettative, ma anzi dal vivo il disco trova finalmente un luogo adatto dove prendere la forma per la quale sembra essere nato. E così ecco che la pesantissima “Metamorfosi” non perde un briciolo del suo peso, “Padania” è già un loro classico nonché un inno generazionale, “Costruire per distruggere” ha un impatto emotivo che fa gridare al miracolo. Un commento a parte lo merita quello che, a mio avviso, è il pezzo migliore del disco, “La terra promessa si scioglie di colpo” che viene eseguita di colpo dopo il caos assordate di “Io so chi sono”: già questa scelta spiazza il pubblico e sbalordisce, ma il vero colpo di grazia la dà l’interpretazione di Manuel Agnelli al piano.
Sul fronte dei vecchi pezzi troviamo alcuni classici immancabili in un loro live come “Male di Miele”, Ballata per la mia piccola iena”, “Bye Bye Bombay” e “Il Paese è reale” e poi altri ripescati random dalla loro discografia: notevoli le rielaborazioni su “Bungee Jumping” (un vero e proprio cazzotto in faccia) e La Vedova Bianca, riadattata in chiave quasi indie-rock.

Spesso assistendo ad un live degli Aftrhours si ha la sensazione di vedere in atto sul palco un rito nel quale si esibiscono i principali esponenti italiani di un genere che con orgoglio sappiamo che non sfigurano neanche sui palchi internazionali.
  1. Metamorfosi
  2. Terra Di Nessuno
  3. La Verità Che Ricordavo
  4. Male Di Miele
  5. Costruire per distruggere
  6. Spreca Una Vita
  7. Padania
  8. Ci Sarà Una Bella Luce
  9. Ballata Per La Mia Piccola Iena
  10. E’ Solo Febbre
  11. Bungee Jumping
  12. Il Paese È Reale 
  13. Sulle Labbra 
  14. Nostro anche se ci fa male 
  15. Io so chi sono 
  16. La terra promessa si scioglie di colpo 
  17. Encore: Tutto Fa Un Po’ Male 
  18. La Vedova Bianca 
  19. Bye Bye Bombay 
  20. Encore 2: Pelle 
  21. Quello Che Non C’è 
  22. Posso Avere Il Tuo Deserto 
  23. Encore 3: Lasciami Leccare L’Adrenalina 
  24. Dea 
  25. Voglio Una Pelle Splendida

Lascia un commento