Regia: Rupert Sanders
Epic fantasy
2012
‘Spieglein, Spieglein, an der wand, Wer ist die Schönste im ganzen Land?‘ chiese la regina cattiva allo specchio e questo le risposte che Kristen Stewart stava maturando una bellezza superiore a quella dell’incantevole Charlize Theron. “Biancaneve e il Cacciatore” nasce quindi da un paradosso e non ci sono altre spiegazioni.
Sempre cavalcando l’onda dei revival del 2012, “Biancaneve e il Cacciatore” si propone come alternativa action dell’anno all’altra rivisitazione della storia di Biancaneve proposta qualche mese fa con il film di Tarsem, “Mirror, Mirror“. Questa nuova pellicola viene diretta sullo schermo dal neo-regista Rupert Sanders, la quale mancanza di esperienza traspare per tutta la durata del film.
Sempre cavalcando l’onda dei revival del 2012, “Biancaneve e il Cacciatore” si propone come alternativa action dell’anno all’altra rivisitazione della storia di Biancaneve proposta qualche mese fa con il film di Tarsem, “Mirror, Mirror“. Questa nuova pellicola viene diretta sullo schermo dal neo-regista Rupert Sanders, la quale mancanza di esperienza traspare per tutta la durata del film.
Si può facilmente capire che questo film puntava molto sulla presenza scenica degli attori, lasciando le capacità recitative esclusivamente a Charlize Theron che, tuttavia, rimane in ombra e non riesce a mettere in luce il tuo potenziale. Tant’è che il suo personaggio di Ravenna, la strega cattiva, appare solo colto da un isterismo mestruale di inizio menopausa. I manichini Chris Hemsworth, invece, nei panni del cacciatore e Kristen Stewart nella parte di Biancaneve, fanno bene da sfondo ad una trama scialba ed inconsistente che non decolla mai, nemmeno quando dovrebbe farlo con qualche scena di gratuita tamarraggine. Si capisce quando un film è un fiasco totale dal punto di vista cinematografico (Le cifre dei botteghini ormai non sono indice di qualità) quando nella weltanschauung narrativa, l’apice della presa di coscienza di Biancaneve si riduce in un delirio senza senso tradotto in un discorso senza né capo, né coda che suscita nel pubblico solo una clamorosa ed unisona risata. La noia regna sovrana per i lunghi 127 minuti che sono resi ancora più pesanti da parti in cui Biancaneve recita integralmente il Padre Nostro cristiano, scordando che la storia sia ambientata in un mondo pagano-fantasy. Riuscite ad immaginare Gandalf che per scacciare il Barlrog recita il rosario? Io no. Il regista, a quanto pare potrebbe.
I nani, poi, raggiungono il top del trash. Sono 8, e non 7, ma non vi preoccupate, poiché uno di loro muore subito ed ovviamente è quello più dolce, tenero ed inutile. L’unica loro funzione è quella di portare Biancaneve in un posto super-queer, pieno di cervi che si trasformano in farfalle, folletti che cavalcano coniglietti e tutto ciò che si può immaginare dopo un LSD-Party. Il nano più anziano, poi, è quello che merita il trofeo per il personaggio più brutto e mal approfondito del cinema holliwoodiano, perché un vecchio cieco che si dilunga in massime e sentenze (Che poi nemmeno s’avverano) non può essere nemmeno definito ‘cliché’ in questo caso.
Il cacciatore, ancora, è Thor senza poteri. La scarsa qualità recitativa di Hemsworth viene pienamente sottolineata nel momento in cui non ci dona nemmeno qualche secondo di torso nudo per distrarre l’attenzione dalla sua inadeguatezza. E la sceneggiatura, di certo, non lo aiuta a fare una buona figura, tant’è che se prima esclama frasi tipo “Ma voi siete nani minatori!“, dieci minuti dopo grida “Fate qualcosa! Siete nani guaritori“. Un enorme “WTF?!” stampato in faccia, in quel momento, non lo toglie nessuno. La sceneggiatura è, tra l’altro, pessima. Nonostante abbiano voluto mantenere la fedeltà al racconto originale, non riescono a mantenere il ritmo del racconto.
Biancaneve, infine…beh…non ci sono parole per lei.
I 170 milioni di budget son serviti per alimentare gli effetti speciali che comunque si piazzano ad un livello medio-basso, non proprio come quelli di Xena Principessa Guerriera, ma di sicuro appaiono datati e banali. Però, il film ha già guadagnato 320 milioni di dollari, perciò ci aspettiamo che aberrazioni del genere verranno ancora prodotte in casa Universal, specialmente se vengono valutate “B” su CinemaScore.
Non ci aspettavamo di certo un capolavoro alla Tarsem, divertente, leggero e carino, ma volendo andare a vedere “Biancaneve e il Cacciatore” per gustarci delle scene d’azione, fareste meglio a portare con voi una dose di adrenalina da casa.


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