Rap
Polydor
2012
“This shit been mine, mine”
Questi sono i versi che martellano di più in “212”, il pezzo che ha portato al successo Azealia Banks. Dopo quindi un primo Ep contenente questo tormentone ecco che arriva ora anche il primo mixtape, Fantasea.
Pur non discostandosi molto nel genere (giusto un po’ più tamarro), l’impressione che questo secondo lavoro dà è che la cantante newyorkese se vuole mantenere le alte aspettative che ci sono nei suoi confronti deve avere qualcosa in più di basi prodotte alla perfezione dei più cool del momento.
Non a caso le tracce migliori sono firmate Machinedrum (“Fantasea”, “L8R”) e Diplo (“Fuck Up The Fun”). Non mancano però altri pezzo molto validi, quali ad esempio la super queer “Fierce” e l’esagerazione trance di “Nathan”, prodotte entrambe da Drums of Death. Ma Azealia non è solo rap tagliente e suadente: “Us” mette in mostra il suo lato più melodico, che forse ci si sarebbe aspettato più presente all’interno dei suoi pezzi. Del resto è questo che ha reso la sua acerrima nemica, Nicki Minaj, così celebre: essere in grado di alternare un rap molto vario a parti melodiche e orecchiabili. Azealia Banks sceglie una via più hardcore, con basi molto più pesanti e un rap molto più oscuro, riducendo a sporadici episodi le esibizioni di prove canore pop: una scelta coraggiosa, che però potrebbe non aprirle quei portoni che invece si sono spalancati per la collega di corso.
Dopo “212” sembrano essere pochi i pezzi che sono riusciti a proporre questa fortunata formula e, si intenda, non certo per incapacità. Si tratta di una precisa scelta artistica, per altro dal sottoscritto supportata.
Se si arriva alla fine, se si sopravvive, ci si ritrova davanti una bomba tecno prodotta da AraabMuzik che fa ben intendere dove vuole andare a parare Azealia.
L’esordio ufficiale, il primo LP diciamo (mai come ora è diventato difficile destreggiarsi tra Ep, Lp, Mixtape, ecc.), è atteso per dicembre e ha già un titolo cafone come solo lei si può permettere: Broke with Expensive Taste e lì si farà sul serio. Per il momento ci limitiamo ad apprezzare moderatamente il materiale emerso, nutrendo delle riserve sul personaggio in sé che, se continua su questa strada hardcore (sia per le basi che per i testi volgarissimi), rischia di diventare niente di più che una Lil’ Kim 2.0.


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