Regia: Marc Webb
Azione
2012
Quello di Marc Webb è uno Spider-Man ai tempi dell’indie, tutto il film di conseguenza si adatta all’estetica di tendenza del momento: Peter Parker con i suoi skinny jeans, la macchina fotografica vintage, che preferisce gli occhiali con la montatura grossa alle lenti a contatto, che ha Gwen Steacy (che è anche filologicamente più corretto) come interesse amoroso visto che Mary Jane ormai è troppo mainstream.
A parte gli scherzi il film, nonostante questa piega più hipster, funziona in ogni caso meglio del corrispettivo primo capitolo della trilogia di Sam Raimi. Il merito di questo successo va in prevalenza all’ottimo cast: il bravissimo inglese Andrew Garfield (che si era già fatto conoscere dal grande pubblico con The Social Network) batte tranquillamente dieci a zero Tobey Maguire, così come Emma Stone si rivela come al suo solito adorabile, senza sottovalutare il cast di attori secondari con Martin Sheen, Sally Field e Rhys Ifans.
La svolta indie di conseguenza porta con se più romanticismo e meno azione (d’altronde alla regia c’è il responsabile dell’ottima commedia romantica di qualche anno fa (500) giorni insieme), i combattimenti sono meno spettacolari e soprattutto gli effetti speciali lasciano parecchio a desiderare, risultando il più delle volte posticci e a tratti ridicoli.
Fortunatamente il film non sembra seguire la moda del “realismo” e del cupo a tutti i costi che ha preso piede a seguito della trilogia di Batman di Chistopher Nolan (anche se il nuovo costume con il lancia ragnatele è qualcosa che un ragazzino potrebbe davvero costruirsi); al contrario l’approccio principale del film è molto più simile a quello di un cartone animato.
Il nuovo Spider-Man è quindi un film piacevole e romantico senza troppi guizzi e con un’approccio che ricorda più quello di una serie animata piuttosto che quello di una saga cinematografica, quindi non ci resta che aspettare il prossimo episodio, che non tarderà ad arrivare…


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