Jaume Balagueró
Thriller
2011
Certe volte ci si impegna per rovinare un film prima ancora che esca: non lasciatevi ingannare dalla locandina o dal trailer di Bed Time, non è il solito horror. Anzi, non è neanche un horror.
Già autore degli interessanti [REC] Jaume Balagueró torna a firmare una nuova (si fa per dire, il film in Spagna è stato distribuito nell’ottobre del 2011) storia piena di inquietudine e disturbi mentali.
In Bed Time (titolo originale, molto più azzeccato, Mientras Duermes) faremo la conoscenza del silenzioso portiere di un distinto condominio catalano, Cesar. Il nostro anti-eroe (interpretato da Luis Tosar, già apprezzato in Cella 211) è nato incapace di essere felice e gli unici momenti in cui riesce a esserlo almeno un po’ sono quando toglie la felicità altrui. Ecco quindi che nel variegato condominio in cui va a lavorare Cesar c’è una ragazza molto bella il cui sorriso sembra impossibile da infrangere: ovviamente ci penserà a il nostro portiere a estirparglielo.
Il film si muove tra diversi confini (commedia nera, thriller e un pizzico di horror) e si passa quindi da situazioni che sembrano la versione europea e seria di gag domestiche viste in commedie americane come Duplex a momenti più genuinamente disturbanti. Cesar infatti si diverte a torturare psicologicamente la bella Clara nascondendosi sotto il suo letto prima che lei rientri in casa e quando poi lei è addormentata la narcotizza per essere sicuro di poter agire all’interno dell’appartamento indisturbato. Ogni giorno le persecuzioni si fanno più pesanti e lentamente ledono la felicità solare di Clara, trascinandola verso quel baratro che Cesar conosce bene.
Jaume Balagueró per la terza volta di seguito ambienta un film interamente all’interno di un palazzo, scelta curiosa, ma estremamente funzionale: nel caso di [REC] era per trasmettere una fortissima sensazione di claustrofobia, mentre in Bed Time il sapiente uso di questi spazi ristretti è al servizio di una sorta d’affresco sociale in cui viene messa in risalto la stratificazione presente anche soltanto in un semplice condominio. Alcuni personaggi rischiano spesso la caricatura, ma contribuiscono anche loro al mosaico di equilibri di potere personale, felicità e dispiaceri. Il Master del dispiacere, colui che incarna l’impersonificazione stessa della tristezza, il nostro caro Cesar non è altro che l’estremizzazione di quel sentimento di invidia e di irritazione che trasmettono le persone sempre e immotivatamente felici, proprio come la Clara del film. Ovviamente nessuno ricorrerebbe mai ai metodi brutali e folli di Cesar, ma se preso con una certa ironia è impossibile non simpatizzare per lui.
Non è l’horror che ci si aspetta, non è un capolavoro che rivoluziona il genere, ma Bed Time (ma vi prego, se potete chiamatelo col suo titolo originale) è un ottimo thriller capace di suscitare diversi brividi e di farci anche un po’ riflettere.


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