Folk/Pop
City Slang
2012
Cosa succede quando Walt Disney fa un incubo dopo aver visto un film si Sergio Leone?
Probabilmente immagina un disco come The Scarlet Beast O’Seven Heads, il terzo LP del tedesco Get Well Soon. La Bestia Scarlatta con Sette Teste (sì, l’album ha anche un titolo in italiano) si dimostra meno ambizioso e pesante del precedente Vexations, ma indubbiamente anche più riuscito.
Il folle video che accompagna il primo singolo, “Roland, I Feel You”, ci può venire in aiuto per spiegare il concept del disco. In questa specie di folle cortometraggio si omaggiano molteplici generi cinematografici, esattamente come Get Well Soon raccoglie e rimescola a suo piacimento diversi generi musicali. Il corto è un tributo allo spaghetti western, con tanto di titolo dell’album in italiano e il marchio “Un film di Pronta Guarigione”, in cui vengono innestati elementi esoterici, trash e come se non bastassero anche creature giganti in stile giapponese. Saremmo quasi in zona Tarantino, se non fosse per una certa assenza di significato. L’unica parte che pare avere una forte valenza filosofica è all’inizio, quando vediamo un cowboy misterioso che obbliga una bambina a bruciare la sua bambola per farle capire, come ci spiega un’orribile voce fuori campo in italiano, che il mondo è crudele e nessuno la aiuterà. Ed è proprio così che suona questo disco: visionario, complesso, ibrido, spettrale e crudele. Il sopracitato Disney non è stato ripescato a caso: oltre ad essere il titolo di un brano, tutto l’album è permeato da un certo gusto disneyano, declinato in versione macabra, un po’ come accadde per Actor di St. Vincent.
Tra intro trascurabili e riempitivi che appesantiscono il disco, troviamo i pezzi che tirano avanti la baracca come “The Last Days of Rome” (sfacciatamente pop/new wave), l’incubo di “The Kids Today” e le ispirazioni agli Arcade Fire con “Roland, I Feel you” e “A Gallows”, la tetra “Courage, Tiger!” e la super finale “You Cannot Cast Out The Demons (You Might As Well Dance)” sembra ombra di dubbio la migliore del disco.
Pur rimanendo fedele al suo stile ambizioso e ricercatissimo, Get Well Soon mette in atto uno scenario più delineato e meno pesante rispetto al precedente disco, anche se i tributi che paga nei confronti di altri artisti contemporanei (in primis Arcade Fire, ma anche Apparat nella sua nuova formazione band e certe ultime produzioni NIN) restano numerosi e pesanti. Niente di nuovo sotto al sole dunque, ma una mente così visionaria e una produzione così curata vanno sempre premiate.


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