David Byrne & St. Vincent – Love This Giant [Recensione]

Freak-pop
4AD/TodoMundo
2012
Streaming


David Byrne ci sta abituando a collaborazioni preziose.
Dopo il gigantesco e folle doppio concept album su Imelda Marcos, Here Lies Love, che vantava la collaborazione di moltissime cantanti tra cui Florence Welch, Tori Amos, Cyndi Lauper, Ròisìn Murphy, Sia, Santigold, My Brightest Diamond e St. Vincent, David Byrne registra proprio con quest’ultima un album che subito si impone come una delle novità più interessanti del periodo.

In Love This Giant gli ottoni regnano incontrastati e tutto il disco è un rincorrersi di suoni funk (ad esempio “I Am An Ape”) e pop, che ricordano molto da vicino il secondo disco di St.Vincent (Actor) e il sopracitato Here Lies Love, forse proprio per il periodo di gestazione della collaborazione, che pare risalire a quei tempi.
Il singolo che ha anticipato il disco è il pezzo più pop, più orecchiabile, nonché uno dei più riusciti, grazie al perfetto bilanciamento delle due voci che fa apparire il duetto come la cosa più naturale che potesse accadere al mondo. Certo quando ci sono due geni, e due voci, di questo calibro è lecito aspettarsi qualsiasi cosa e anche se i due osano poco, basta l’incontro dei loro due modus operandi per far breccia, come nel caso di “Weekend in the Dust”.
Spesso si fa sentire il peso dell’anzianità di Byrne e il ruolo dominante che questo impone, come in “Dinner For Two”, lasciando a St.Vincent più il ruolo di “accompagnatrice”, anche se può vantare i suoi momenti di protagonismo assoluto come in “Ice Age”, in cui fa sfoggio delle sue incredibili doti canore (che abbiamo avuto fortuna di saggiare anche dal vivo). 
Se alcuni brani si adagiano su una qualità mediocre che urla “avremmo potuto osare di più”, altri pezzi come “I Should Wacth TV” mettono in mostra le reali potenzialità di questa collaborazione accostandosi a quella forma di funk-pop perfetto di cui si fanno portavoce i Tv On The Radio, e proprio dal loro Dear Science sembra essere uscito fuori questo pezzo (il che è ovviamente un immenso complimento). 
Si perdonano quindi alcuni passaggi meno ispirati e più smaccatamente pop, in cui si ricerca semplicemente “la melodia bella”, ma fine a se stessa come in tutta la fase finale del disco. 
Avremmo forse sperato che i due avrebbero osato di più, ma se è vero che in medio stat virtus allora possiamo considerare Love This Giant come un bel giocattolo con cui divertirci. Di sicuro loro due sembrano essersi divertiti molto nel prepararlo. Sarebbe bello vederlo dal vivo…

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