Fantascienza
2012
Regia di Ridley Scott
Finalmente la Prometheus è atterrata anche in Italia. Dopo un’attesa snervante e rinvii vari il film fantascientifico di Ridley Scott è arrivato anche da noi. A rendere l’attesa lacerante ci hanno pensato uno dei trailer più belli visti in rete di recente e il fatto che alcune voci volevano Prometheus come una sorta di prequel di Alien, altra storica produzione di Ridley Scott. Il regista inglese si è messo quindi in diretta competizione con se stesso, uscendone inevitabilmente con le ossa rotte, ma a testa alta. Prometheus non è un capolavoro (come del resto non è stato Alien, almeno per chi vi scrive), ma è comunque un film di fantascienza come non se ne vedevano da tempo.
La trama del film è riassunta nel titolo stesso: una nave, la Prometheus, parte per la ricerca di un sistema solare indicato su alcuni reperti rupestri che parrebbero indicare il luogo da cui provengono le creature (chiamate Ingegneri) che hanno creato l’uomo. Ma arrivati sul luogo ovviamente tutto va storto e dopo un’escalation di eventi al confine tra l’horror e lo splatter si arriva ad un finale dalle mille porte aperte.
L’intreccio in sé quindi è molto semplice, ma il vero punto di forza del film è il significato che la spedizione degli scienziati ha e il rapporto che gli umani hanno nei confronti degli Ingegneri e nei confronti dei robot.
Si potrebbe dire che il tema principale di Prometheus è la fede: la protagonista, la dott. Shaw interpretata da una convincente Noomi Rapace, è quella più credente ed è proprio la sua fede a costituire l’ancora a cui riuscirà ad aggrapparsi per affrontare la tempesta di eventi drammatici che si abbattono su di lei. La storia inoltre non è neanche blasfema come si potrebbe pensare perché nonostante gli umani scoprano che non sono stati creati da un Dio, rimane l’interrogativo (sottolineato proprio dalla Rapace) di chi abbia creato gli Ingegneri. In tal modo la dottoressa è autorizzata a portare ancora al collo la sua croce e aggrapparsi ad essa. Si tratta di un messaggio molto forte, non condivisibile per molti forse, ma comunque costituisce un pilastro su cui viene ben sviluppato tutto il film.
L’altro tema che domina le due ore che compongono la pellicola è il continuo dualismo tra creatore/creato. Sulla Prometheus infatti è presente anche un robot dalle fattezze incredibilmente umane, interpretato dal sempre straordinario Michael Fassbender, che innesca numerosi degli eventi che devastano l’equipaggio e mette in risalto l’incoerenza dell’umanità che va in cerca di risposte sulla sua creazione, senza essere in grado di fornirne di soddisfacenti a chi hanno creato loro. Questo secondo tema, per quanto affascinante, è in realtà sviluppato in maniera confusa rispetto a quello della fede e spesso il confine tra gli spunti lasciati per riflettere ed il pasticcio di idee è labile.
Dove Prometheus però impressiona maggiormente è sotto tutti gli aspetti tecnici: effetti speciali, fotografia, tutto il comparto sonoro fanno più e più volte esaltare lo spettatore, lasciandogli un brivido e regalando quel senso di meraviglia e stupore di cui è capace solo la fantascienza di prima categoria. Anche il design dei veicoli e di tutto l’equipaggiamento, pur non essendo particolarmente originale, è molto d’effetto e nelle fasi finali la ripresa di alcuni stilemi di Alien si coniuga con le pellicola omaggiando il classico.
Ed è proprio per questo motivo che sono perdonabili le ingenuità sulla caratterizzazione dei personaggi e su alcuni stereotipi dell’horror di cui Ridley Scott ha fatto abuso. Su 17 membri che compongono l’equipaggio solo quattro o cinque sono caratterizzati degnamente, tutti gli altri sono carne da macello che si presta o in maniera goffa o senza un minimo di riflessione ad essere trucidata da i misteri nascosti sul pianeta che stanno esplorando. Queste ingenuità e l’abuso di alcuni schermi dei film horror fanno parte di un processo che cerca di rendere il più possibile il film mainstream, impedendogli di sfruttare a pieno le sue immense potenzialità.
Prometheus è dunque frutto di numerosi compromessi e in quanto tale non avrebbe mai potuto aspirare a competere con altri capolavori di Ridley Scott come Blade Runner, resta però un gran film di fantascienza capace di stupire e di soddisfare tutti i fan della saga di Alien, di cui Prometheus non condivide solo l’universo in cui è ambientato, ma ne costituisce a tutti gli effetti un prequel e che apre numerose porte che verranno spalancate negli immancabili sequel.


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