Kanye West (GOOD Music) – Cruel Summer [Recensione]

Rap
GOOD MusicDef Jam
2012

Questo album vanta la collaborazione di Kanye West tanto quanto uno dei mille featuring inutili che il rapper statunitense rilascia ogni anno. E’ un album di Kanye West solo al 30%, e non perché ci siano tanti altri artisti, ma perché la percentuale del suo genio riposto in questo lavoro è veramente irrisoria. 
Di conseguenza l’album vive di pochi singoli potenti e degni del suo nome e confina il resto in un limbo di anonimato, senza infamia e senza lode, che lascia l’amaro in bocca per l’occasione sprecata.

Nessuno forse si aspettava un lavoro all’altezza di quel capolavoro che è My Beatiful Dark Twisted Fantasy, ma almeno qualcosa al livello di quel “Watch The Throne” composto a 4 mani con Jay-Z l’anno scorso. 

Le cartucce degne di nota vengono sparate tutte all’inizio in un assalto piuttosto tamarro: ecco quindi ricomparire R. Kelly in “To The World”, le già note “Clique” e “Mercy” (veri e propri trip elettronici e claustrofobici, molto vicini a quanto sentito nel sopracitato Watch The Throne e “New God Flow”, autocelebrazione pomposa del collettivo. Si salvano ancora “Cold” (precedentemente conosciuta come “Theraflu”) e “Creepers”, prodotta da un inedito Dan Black che non si smentisce mai. Tutto il resto del disco è poco più di una manifestazione di presenza dei vari membri del collettivo come a dire “Ehi, ci sono anche io!”, tranquillamente classificabile nella categoria filler di cui non avevamo bisogno. Persino il buon John Legend non riesce a trarne qualcosa di buono dalla sua “Sin City”, specie se pensiamo all’egregia “Blame Game” contenuta nell’oscura fantasia distorta di Kanye West. 
Per fortuna il disco non eccede e nella sua versione standard si compone di sole 11 tracce che scorrono tutto sommato via piacevolmente, senza stupire e intrattenendo con leggerezza il malcapitato fan per un’oretta scarsa. Resta da chiedersi come mai un disco con così tanti nomi validi risulti così anonimo. La risposta potrebbe essere più semplice di quanto sembri: non sembra essere infatti pigrizia quella di Kanye West, quanto più una calcolata strategia egoistica per la quale il meglio lo tiene per se (mica scemo…) e per tutto il resto fa il minimo indispensabile per non sporcarsi il nome e vendere sempre a tonnellate. 

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