Patrick Wolf – Sundark and Riverlight [Recensione]

Folk
Bloody Chamber Music/Essential Music

2012

L’enfant prodige è arrivato così in fretta al suo quinto album che è già ora di una raccolta. 
Ma Patrick Wolf non mette certo insieme alcuni brani a caso per far cassetto: eh no, lui ci delizia con 16 versioni acustiche ri-arrangiate di alcuni dei suoi brani migliori. Il risultato è un’occasione per rivalutare alcuni brani, confermare la validità e solidità di altri e, se ce ne fosse ancora bisogno, ascrivere definitivamente il cantante inglese tra i più talentuosi artisti dei giorni nostri.
Alcuni vecchi classici non subiscono variazioni notevoli, ma si rifanno il lifting con un’aura di leggera drammaticità in più, come per “Wind In The Wires” che vola letteralmente sull’arrangiamento di archi. 
Stupisce invece non poco la classe con cui un pezzo elettronico ed adrenalinico come “Oblivion” venga scarnificato e tutto ciò che rimane è Patrick Wolf con la sua immensa voce e una chitarra. 
“The Libertine” si va a fare un giro nei Balcani e torna invidiata da un Goran Bregović qualsiasi, mentre “Vulture” (il pezzo super elettronico scritto da Alec Empire, sì proprio quello), accompagnata solo col piano, diventa ancora più inquietante di prima. Non muta invece l’allegria di “Hard Times”, impossibile da demolire, grazie anche a quell’ukulele sbarazzino e all’ormai iconico violino. “Bitten” poi è semplicemente da lacrima, c’è poco altro da aggiungere. “Overture” è una di quelle che più ci guadagna: non che prima non fosse uno dei pezzi migliori di The Magic Position, ma questa versione da camera la esalta.
Persino alcuni pezzi dell’ultimo, mediocre, Lupercalia escono rafforzati da questa operazione di revisione: “Bermondsey Street” e “House” hanno finalmente il diritto di stare nel pantheon, insieme agli altri successi del giovane lupo.
Una menzione speciale però va a “Together”, quella che subisce il make up più pesante e ben riuscito con i suoi profumi mediterranei ed estivi.
Patrick Wolf si autocelebra quindi e giustamente verrebbe da pensare, dimostrando di essere in grado di fare tutto e il contrario di tutto: una dote in possesso solo di pochi eletti. Il futuro è incerto come sempre quando si tratta del nostro beniamino, ma possiamo affermare con tranquillità che il presente (e in questo caso tutto il passato) è più che roseo.

Lascia un commento