Chris Butler & Sam Fell
Commedia/Horror
2012
Dopo il successo ottenuto da Coraline e la porta magica, la casa d’animazione Laika ha deciso di continuare a percorrere un sentiero meno trafficato per quel che riguarda il cinema d’animazione per un pubblico sotto i quattordici anni: atmosfere cupe, un’animazione più “artigianale” e un umorismo meno esplicito. Nasce così ParaNorman. Il risultato è un buon film d’animazione, che però non raggiunge le vette di eccellenza di Coraline patendo la mancanza di una forte presenza autoriale quale era data da due artisti affermati come Neil Gaiman e Henry Selick.
A colpire di più in ParaNorman è sopratutto il coraggio di singole idee, parecchio inusuali per il target di riferimento del film, che però purtroppo sono appiattite da una pesante struttura da manuale di cinema in cui ogni passaggio narrativo sembra arrivare seguendo un percorso di ferro. Introduzione dei personaggi, punto di svolta, rivelazioni, discorsi di fronte alla folla, tutti elementi che arrivano puntuali come abbiamo visto e rivisto in altre decine di film. Una struttura creata appositamente per intrattenere senza scombussolare troppo lo spettatore e che di solito non risulta evidente ad una prima visione, ma in questo caso proprio per via di scelte coraggiose nella costruzione dei personaggi e di alcune rivelazioni della trama la struttura si rivela facendo emergere gli evidenti i limiti che porta con sé.
L’animazione si presenta molto meno elaborata di quella di Coraline (tolto lo scontro finale che sembra riproporre pari pari quello che si verificava tra Coraline e l’altra madre nel film del 2009) e ricorda più un altro dei film di Selick, James e la pesca gigante, risultando piacevolmente vecchio stile.
La piacevole aggiunta delle citazioni più o meno esplicite al cinema horror rende il film più particolare nel suo genere, proponendolo come un interessante gioco per cinefili senza che risultari però fine a se stesso.


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