Moonrise Kingdom – Una fuga d’amore [Recensione]

Wes Anderson
Commedia
2012

Vorrei vivere in un film di Wes Anderson: inquadrature simmetriche e poi partono i Kinks.
Vorrei l’amore dei film di Wes Anderson, tutto tenerezza e finali agrodolci.
I Cani – Wes Anderson

Nonostante sia stato presentato al festival del cinema di Cannes lo scorso maggio e sia uscito in tutto il mondo durante l’estate, noi italiani abbiamo avuto solo ora l’opportunità di vedere al cinema Moonrise Kingdom – Una fuga d’amore, l’ultimo film di Wes Anderson. 

Lo stile del regista americano è ormai un marchio di fabbrica riconoscibile tra mille e questo film non fa eccezione. Bastano i primi minuti dei titoli di testa a riassumere quello che ci aspetta esteticamente, la regia ricercatissima si fa notare dalle inquadrature costruite minuziosamente fino alla splendida colonna sonora di Alexandre Desplat, risultando una gioia per gli occhi (e per le orecchie).

La storia delicata e malinconica della fuga d’amore tra i due ragazzini Sam e Suzy (un ottimo lavoro di casting per i due giovani attori) rende il film il più accessibile della carriera di Anderson, il che probabilmente spiega il motivo del successo al botteghino americano, ma non per questo la qualità è più bassa rispetto ai passati lavori del regista de I Tenenbaum, che riesce a piazzare momenti di estrema delicatezza e altri di humour sottile, senza farsi mancare battute che diventeranno iconiche col tempo come “Che tipo di uccello sei tu?”.
Particolarmente ammirevole il lavoro sul cast, che ci mostra attori come Bruce Willis ed Edward Norton in ruoli insoliti per la loro carriera e una Tilda Swinton fantastica nonostante i limiti del suo personaggio.
Un film forse minore della filmografia di Wes Anderson, ma che riesce comunque a toccare con eleganza l’animo dello spettatore.

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