Steven Spielberg
Biografco
2012
Lincoln è esattamente il tipo di film che lo spettatore si aspetta. Non manca nulla, abbiamo il romanzo biografico storico per eccellenza: una ricostruzione storica accurata, scenografie e costumi fedeli all’epoca storica, dialoghi brillanti e aulici in bocca ai personaggi storici, interpretazioni magistrali da parte di tutto il cast.
Il biopic di Spielberg è il film che tutti si aspettato e chi ama lo stile del regista americano non può certo rimanere deluso.
Siamo lontani da biopic scadenti come La vie en rose e il più recente The Iron Lady, film fatti di virtuosismi attoriali fini a se stessi e con la standardizzata sceneggiatura rise and fall riciclabile per qualunque personaggio storico.
Al contrario di quanto un detrattore di Spielberg come il sottoscritto potrebbe aspettarsi, il film non è un’opera totalmente agiografica e patriottica, ma mostra anche aspetti meno gloriosi che hanno portato l’abolizione della schiavitù, come la compravendita di voti degna quasi dell’età berlusconiana.
La pecca principale del film non sta quindi nel fastidioso patriottismo americano in cui molte pellicole cadono facilmente, ma nel fattore noia. Tutto il film sembra ricoperto da un filo di polvere e spesso si patisce troppo di una staticità teatrale (dopotutto lo sceneggiatore è un autore di teatro), appesantita da troppi dialoghi, lunghi e che richiedono in molti casi un livello di attenzione altissimo per non rischiare di perdere certi passaggi fondamentali.
Le interpretazioni del cast sono sicuramente il punto forte: molto buone e misurate, non sfociano mai in virtuosismi vuoti degni di Meryl Streep. Daniel Day-Lewis e Sally Field fanno un lavoro impeccabile, ma al contrario di ogni aspettativa è Tommy Lee Jones quello che ha il personaggio su misura per vincere l’Oscar. Altri attori per quanto bravi patiscono invece la scrittura carente del personaggio che interpretano come, Joseph Gordon-Levitt o Lee Pace, il cui personaggio è il cattivo completamente privo di alcuna sfaccettatura.
Se buona parte del film patisce di una certa staticità è anche per via della regia invisibile di Spielberg, che sembra svegliarsi solo nel finale, in cui piazza due sequenze davvero eccellenti: il figlio di Lincoln che segue la scia di sangue e lo spettacolo d’opera. Purtroppo però il buon finale viene rovinato negli ultimi minuti da scelte registiche piuttosto stucchevoli.
Una biografia sontuosa e didattica da cui molti registi dovrebbero trarre ispirazione e che merita di essere vista più che altro per le performance attoriali.
Una biografia sontuosa e didattica da cui molti registi dovrebbero trarre ispirazione e che merita di essere vista più che altro per le performance attoriali.


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