Tom Hooper
Musical
2012
Les Misérables è uno dei musical più famosi di tutti i tempi, un classico amato da intere generazioni, tanto da essere un simbolo per il genere musical un po’ come Il signore degli anelli lo è per il fantasy.
Nonostante il musical continui ad essere rappresentato nei teatri di tutto il mondo riscuotendo sempre grande successo solo adesso è riuscito ad approdare sul grande schermo e, dopo i tentativi non andati in porto di uno specialista di musical come Alan Parker, il neo premio oscar Tom Hooper sfruttando la fama ottenuta con Il discorso del re è riuscito a portare a termine questa ambiziosa produzione.
Hooper mette insieme una produzione epica estremamente curata e artisticamente pari al suo precedente film che gli valse l’Oscar.
Il film è quasi interamente incentrato sulle prove attoriali (un po’ com’era Il discorso del re d’altronde) del cast formato sia da grandi stelle hollywoodiane che da interpreti del musical teatrale, e ad enfatizzare questa scelta il regista decide di seguire le esecuzioni canore in presa diretta direttamente sul set filmando gran parte di esse in piani sequenze o primi piani fissi, senza stacchi di montaggio, per permettere allo spettatore di godere dell’interpretazione come si trovasse faccia a faccia con il personaggio. Questa scelta in alcuni casi può risultare stancante ma al contempo fa godere al massimo della bravura degli interpreti come nel caso di I Dreamed a Dream interpretata da Anne Hathaway che probabilmente vincerà l’oscar per questo ruolo.
Oltre a quella di Anne Hathaway sono fantastiche anche le prove di Sacha Baron Cohen e Helena Bonham Carter, terribilmente burtoniani che sembrano esser usciti da Sweeney Todd – Il diabolico barbiere di Fleet Street e del gruppo dei giovani rivoluzionari tutti grandemente in parte (positiva e non banale la scelta di prendere attori “brutti” per i canoni del cinema mainstream).
Meno lodi si possono tessere per Russell Crowe, mono espressivo e incapace di dare credibilità ad un personaggio non particolarmente credibile e che quando inizia a cantare dà più l’idea di un concerto rock country che di un musical ambientato nella Francia del 1800.
La differenza tra Les Misérables e la maggior parte dei musical che siamo abituati a vedere al cinema sta sopratutto nell’assenza di coreografie, Hooper aggira questa questa mancanza utilizzando la sua macchina da presa per dare dinamicità alle scene: movimenti sporchi e confusionari che seguono i personaggi (memorabile in questo senso l’esplorazione della città da parte del bambino) o che li schiacciano verso il basso o innalzano verso l’alto a seconda del loro ceto sociale.
Tom Hooper riesce così a svecchiare un classico della letteratura senza stravolgerlo troppo portando sul grande schermo uno dei musical più amati di tutti i tempi.


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