Harmony Korine
Drammatico
2012
Una spiaggia assolata, corpi seminudi bagnati che ballano sulle note di Scary Monsters and Nice Sprites di Skrillex, alcol, droga, tette, culi e colori fluo. È questo l’incipit di Spring Breakers – Una vacanza da sballo, il nuovo film di Harmony Korine, presentato lo scorso settembre al festival del cinema di Venezia, inizio bomba che ci introduce al mondo dello Spring Break, la pausa primaverile, una settimana in cui gli adolescenti e post adolescenti americani liberi da impegni scolastici e universitari possono folleggiare.
Lo Spring Break è un sogno per le quattro protagoniste del film, davvero disposte a tutto per non perdersi questa occasione di divertimenti sfrenati.
Nonostante il cast e le premesse, non siamo mai stati così lontani dai risultati che ci sono stati propinati negli anni da MTV e dai telefilm americani, Harmony Korine è infatti quanto di più lontano ci possa essere dal glamour televisivo politicamente corretto. Il suo modo di trattare i ragazzini è più simile a quello di Gus Van Sant o ancora di più a Edward Lachman e Larry Clark, registi con la mano decisamente pesante nel raccontare gli adolescenti.
Korine prende quattro principesse Disney e le insozza nello sporco, le riempie di alcol e droga, le sovra sessualizza, le rende delle criminali.
Due attrici provenienti dallo studio Disney come Vanessa Hudgens e Selena Gomez e Ashley Benson del teen drama per famiglie Pretty Little Liars (sempre casa Disney), desiderose di scrollarsi di dosso il ruolo della brava ragazza, sono gli ingredienti fondamentali di questo film. Brave ragazze, dai visi puliti, trasformate radicalmente, in costante bilico tra innocenza e follia.
Korine ci guida in maniera ipnotica in un mondo di eccessi e colori, fotografia al neon e montaggio videoclipparo sulle note danzerecce del pop di Skrillex e quelle più cupe di Cliff Martinez (già compositore di Drive).
La sporcizia costruita sulla cultura pop, ragazze in fuga dalla realtà, frustrate dalla vita in una provincia priva di stimoli che trovano esperienze di ispirazione mistica e spirituale tra feste sulla spiaggia, cocaina e ragazzi in jock strap. Tutto è trattato in modo tale da rimanere sempre in un costante bilico tra follia e realtà; i contrasti visivi e narrativi sono continui, grazie anche ad una grandiosa gestione della messa in scena: dalle scene di festa così eccessive a sequenze cupe straordinarie come il piano sequenza della rapina seguita dall’esterno. L’uso delle musiche pop è geniale: dopo questo film ascoltare Everytime di Britney Spears non sarà più la stessa cosa.
Il film si può anche leggere come una parabola sulla cultura pop americana: le giovani vergini reginette del pop, prima idolatrate e poi sacrificate, spogliate della loro aura sacra per indossare quella profana, diventano volgari idoli sessuali per tornare alla ribalta, acclamate da un pubblico che ama vederle crollare tra rehab, matrimoni falliti e sex tape per poi tornare alla ribalta più forti di prima.


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