Soap&Skin – Sugarbread [Recensione]

Dark Ambient/Experimental

PIAS Records
2013

A distanza di un anno dall’uscita del suo ultimo album, Narrow, la giovanissima compositrice austriaca torna sulla scena musicale con un nuovo EP, Sugarbread. Distribuito dall’ 11 Marzo 2013, il nuovo EP di Soap&Skin contiene (solamente) 3 nuovi brani: la title-track “Sugarbread”, la cover del cantante blues Robert Johnson “Me And The Devil” e infine “Pray”.

I fan più accaniti di Anja Plaschg conoscono già tutti e tre queste nuove tracce dal momento che la cantante austriaca, già da circa un anno, eseguiva saltuariamente uno o più dei suddetti brani durante i suoi live. Durante il concerto a Milano dell’estate scorsa, ad esempio, il pubblico aveva già avuto uno strepitoso assaggio di “Sugarbread”.

Quando si ascolta un qualsiasi prodtto di Soap&Skin, si deve avere la consapevolezza che si verrà trasportati in un ambiente oscuro popolato da inquietudini e tormenti in cui la musica e la voce di Anja fungono da perfetti catalizzatori. La title-track dell’ EP è un perfetto esempio di questo fenomeno. Il suono è conflittuale: urla strazianti in sottofondo si uniscono a un climax crescente di ritmi potenti e martellanti. Calvancando l’onda dello sperimentalismo musicale, in questa canzone Soap&Skin dimostra ancora una volta di riuscire a fondere in maniera magistrale potenti beat elettronici e percussioni martellanti, “Deathmental” e “Big Hand Nails Down”, con un contorno corale liturgico, “Marche Funebre”, ottenendo un risultato che fa letteralmente venire i brividi. Unire la rabbia con il calore, l’inquietante con l’accogliente, questa è l’affascinante dicotomia che si cela dietro la musica di Soap&Skin e che conquista sempre maggior successo.
Il tono si alleggerisce con il secondo brano, la cover “Me And The Devil”, ma non aspettatevi di ascoltare una canzoncina tutta fronzoli e colori. Soap&Skin, come sempre, prende la canzone, la spoglia completamente, la straccia e la ricompone sulle proprie corde. All’apparenza l’unico tratto comune tra il brano originale e la cover sembra essere solo il testo, in realtà Anja riesce perfettamente nell’operazione di traspozione di una canzone del 1937 donandole nuova luce e intensificando il significato insito nella canzone stessa.
Questo brevissimo EP si conclude con la lieve e melodica “Pray”: voce calda e pianoforte, i due strumenti cardine di Soap&Skin con i quali la cantante sussura la propria intimità. Una specie di antidoto dopo il tormento della musica di “Sugarbread” e del testo di “Me And The Devil”. 
Un Ep che lascia decisamente l’aquolina in bocca per la scarsa durata e l’eccellente qualità e che “apre lo stomaco”, facendo venire ancora più fame della musica di Soap&Skin. Ma accontentiamoci di quest’altro nuovo tassello nella produzione della giovane cantante austriaca e speriamo che questa pubblicazione possa essere la scusa per un nuovo tour che tocchi nuovamente l’Italia.

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