pop-cantautorale/folktronica
FreakHouse/FullHeads
2013
Oggi diamo un po’ di spazio ad un artista, magari meno noto, ma altrettanto valido rispetto ai soliti che trovate abitualmente su queste pagine sintetiche! L’artista in questione, Liprando (al secolo Federico Lo Presti), incuriosisce già solo per il nome d’arte scelto: il riferimento è al prete di Milano, diventato famoso per una disputa con l’arcivescovo Grossolano, che lo portò nel 1113 a passare attraverso due pire infuocate per dimostrare l’accusa di simonia che aveva rivolto contro l’arcivescovo. Una sfida quindi, un paradosso, che la leggenda vuole abbia vinto il prete. Allo stesso modo le osservazioni pungenti e il coraggio necessarie per esprimerle di Liprando danno vita a questo secondo disco.
“Nell’ambra”, pur rispettando l’intento programmatico del cantautore casertano di fare canzoni “pop” mantiene anche musicalmente un aspetto metafisico e inquietante, rispecchiato nella condizione di immobilità dell’insetto morto del testo. “Le persone innamorate” è una spietata visione delle coppie, criticate in un processo di vivisezione lucido delle situazioni amorose tipiche su cui emerge una delicatissima chitarra e un cantato che ricorda subito Godano dei Marlene Kuntz.
Un po’ surf, ma molto pop, la title track si infila in testa fino alla tirata finale. Sempre rimanendo in tema di confronti con artisti italiani, con “Una semplice mattina” siamo di fronte ad una ballad a metà strada tra Afterhours e Subsonica, il che può sembrare assurdo ma Liprando ci riesce. E già li abbiamo tirati in ballo i Subsonica ritornano prepotentemente in “Ogni volta che sei qua“, e parliamo dei Subsonica d’oro di Microchip Emozionale, quelli di “Aurora Sogna” per intenderci. Un nichilismo distaccato fa da sfondo al pezzo che non ti aspetti, “Niente pulsazioni”, che dopo un quieto mantra esplode senza lasciare feriti.
Il disco si chiude quasi come si era aperto, con “La notte nera chiude” che si presenta come una versione in chiaro di “La notte nera apre”: interessante il contrasto tra il pezzo che chiude, ma si apre rendendosi ascoltabile, mentre il pezzo che apre è assolutamente criptico finché non si arriva alla fine.
Un progetto ambizioso quindi in cui, proprio come potrebbe fare la falena della copertina, si restituiscono egregiamente sensazioni di inquietudine e mutazione continua. Senza dubbio La Vita Inquieta merita più di un ascolto e per questo vi lasciamo in calce un piccolo teaser tratto da “Niente pulsaziuoni”, per stuzzicare l’appetito.
Caldamente consigliato.
Caldamente consigliato.


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