[Speciale Da Sodoma a Hollywood] I Want Your Love [Recensione]

Drammatico
Travis Mathews
2012

I Want Your Love di Travis Mathews riprende in versione estesa le tematiche già affrontate nel corto omonimo del 2010.
Questa volta Jesse, protagonista del corto, è alle prese con il ritorno a casa dai suoi in Ohio e si prepara a dire addio ai suoi amici con una grande festa. Oltre alla sua storia seguiamo anche quelle del suo ex storico e del suo coinquilino, che inizia la convivenza col fidanzato.

Come il cortometraggio anche questo film è stato co-prodotto dalla Naked Sword, casa di distribuzione on-line di film per adulti, e così come il corto ha ricevuto un ottima accoglienza di pubblico e di critica a livello internazionale.
In modo molto simile al lavoro fatto da Lena Dunham con la serie Girls, Travis Mathews analizza la sua generazione in modo crudo e senza filtri, creando dei personaggi credibili e reali e raccontando le loro storie in modo a tratti amaro e spietato, ma al tempo stesso con una naturalezza incredibile. Se Lena Dunham aveva però a sua disposizione la possibilità di raccontare le storie dei suoi personaggi attraverso dieci puntate, Travis Mathews ha dovuto concentrare il tutto in settanta minuti circa: in questo modo le storie collaterali a quella del protagonista restano abbozzate e di contorno senza avere l’approfondimento che meritano. Chissà che in futuro il regista non decida anche lui di optare per il formato seriale per dare maggiore spazio al potenziale inespresso contenuto nel film.
Le scene di sesso non recitate contribuiscono in parte a dare l’impressione di assistere ad un documentario e di seguire delle vite reali, ma funzionano fintanto che si segue la vita del protagonista: quando il centro narrativo si sposta invece verso gli altri personaggi invece la situazione diventa un po’ gratuita e devota al fan service (bisogna ricordare che in fondo a co-produrre il film c’è una casa di film porno).
I Want Your Love è un prodotto interessante, che fotografa con onestà una generazione senza patine e abbellimenti in modo simile a quanto fatto da Lena Dunham con le protagoniste di Girls: chissà che in futuro questi due autori non collaborino insieme.

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