Le Streghe di Salem [Recensione]

Rob Zombie
Horror
2012

Per la seconda sceneggiatura originale della sua carriera Rob Zombie decide di raccontare il soprannaturale e il mondo delle streghe nel suo The Lords of Salem (qui in Italia distribuito come Le Streghe di Salem).
Una giovane DJ radiofonica, che in passato ha avuto problemi di droga, riceve da un misterioso mittente un vinile da parte di una band che si fa chiamare The Lords. Una volta che passa il disco nella sua radio, nella cittadina di Salem cominciano ad succedersi eventi strani.

Parlare di una trama è piuttosto difficile con questo film perché l’approccio di Zombie alla storia è molto più visionario di quanto abbia fatto fino ad ora nella sua carriera, al punto che l’immaginario prende il sopravvento sul lato narrativo regalandoci un film di grandissimo impatto visivo, quasi un lungo bad trip, psichedelico e blasfemo.
Si oscilla tra l’onirismo di David Lynch (compresi gli elementi frequenti della sua filmografia come nani, giganti e stanze rosse) e le luci e i colori della trilogia delle streghe di Dario Argento, grazie alche ai claustrofobici corridoi e alle scenografie barocche.
Man mano che il film prosegue il regista continua imperterrito la sua discesa negli inferi, in un viaggio onirico e spettacolare come il forte immaginario a cui si ispira (che ricorda molto i vecchi videoclip di Rob Zombie): lo spettatore è bombardato da immagini psichedeliche di madonne al neon e preti zombie che si masturbano in una delirante orgia visionaria ricca di omaggi al cinema delle attrazioni.
Il film più libero e indipendente di Rob Zombie, che torna a dimostrare di saperci fare dietro la macchina da presa e dà totale sfogo all’indole visionaria che nei suoi ultimi due film hollywoodiani ha dovuto tenere a bada.

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