Junip – Junip [Recensione]

Folk
2013
City Slang
Non fatevi ingannare dal titolo: questo è già il secondo album dei Junip, la band in cui milita (anzi, regna) José González, il quale dopo due album da solista e un pezzo (“Far Away“) per la colonna sonora di Red Dead Redemption già entrato nella storia dei videogiochi, ha messo su questa band con un dubbio fine. 
Bastano pochi secondi di “Line of Fire” infatti per capire che i Junip sono nient’altro che José González più due persone (Elias Araya e Tobias Winterkorn) che aggiungono ben poco ad una formula più che collaudata. Il sound è leggermente più profondo e stratificato, ma non siamo mai distanti da quelle coordinate preziose che il cantautore svedese ha tracciato nel 2007 con lo splendido In Our Nature
E questo è un dato di fatto: che sia poi un difetto o un pregio sta al singolo ascoltatore deciderlo. Per chi, come vi scrive, la voce di José González produce un brivido lungo tutta la schiena è indubbiamente un pregio, perché il sopracitato In Our Nature è stato letteralmente consumato.
Tra i pezzi che si distinguono possiamo citare “So Clear” (un po’ anni ’70, un po’ una ripresa di “Far Away”), l’orecchiabile “Your Life Your Call” (potenziale hit e già singolo), l’inedito hard rock di “Villain”, il solito loop folk di José in “Walking Lightly” e quel country dal sapore così western in “Baton”.
Un episodio che quindi aggiunge poco alla carriera della band ed a quella del cantautore di origini argentine, ma che non manca il bersaglio: un’oretta scarsa gliela si dedica volentieri. 

Lascia un commento