Sviluppo: Ubisoft Montreal
Prodotto: Ubisoft
PC/Xbox360/PS 3
In questa delirante avventura vestiremo i panni del Sergente Power Rex Colt, metà uomo e metà macchina (soldato modello Mark IV Cyber Commando), che dovrà sconfiggere le truppe cyborg del maestro traditore, destreggiandosi tra sexy dottoresse, draghi di sangue e mutanti. Il tutto attraverso un filtro VHS che aiuta a proporci una visione del futuro, visto però dagli anni ’80 più trash che possiate immaginare.
Come in segno di continuità con Far Cry 3, Blood Dragon si apre su un elicottero dal quale dobbiamo crivellare di colpi e far saltare in aria qualsiasi cosa ci sia sullo schermo, dopodiché infiltrarci in una base nemica e sventare un attacco nucleare, salvare un amico e scappare da dei draghi mutanti, il tutto intermezzato da video fatti con le classiche immagini pixellose anni ’80 e con dialoghi improbabili. Ogni singola componente testuale è improntata alla perdita del controllo degli sfinteri per le risate provocate: dai messaggi tautologici e/o padoristici durante i caricamenti, alla descrizione di ogni singolo oggetto dell’inventario, dalle trame assurde delle cassette VHS collezionabili sull’isola, a ovviamente i dialoghi tra personaggi, in cui vengono spesso citati i luoghi comuni dei film d’azione come l’eroe che muore per la libertà, per la patria, ecc. Tutto vi farà piegare in due dal ridere, persino il tutorial: il più bello a cui abbia mai giocato (“Premi il tasto A per dimostrare di saper leggere questa finestra”). Importante anche sottolineare la bontà della traduzione e l’ottimo lavoro svolto dai doppiatori italiani, con la memorabile voce di Ken il guerriero che interpreta il protagonista.
In concreto il gioco non è altro che un’isola grande circa 3/4 la prima parte di Far Cry 3 in cui ci sono una dozzina di avamposti da liberare (con le relative missioni secondarie) e una manciata di animali da cacciare. Le missioni principali sono solo 7, ma davvero epiche e in totale in una dozzina di ore si porta a termine quasi tutto quello che c’è da fare sull’isola. I cambiamenti principali riguardano l’avanzamento del personaggio che è già di per sé molto potenziato e il cui progresso non richiede alcuna pianificazione: semplicemente ad ogni passaggio di livello si acquisisce una nuova abilità prestabilita. Questo ovviamente snellisce molto il gioco e favorisce la concentrazione sull’azione delirante, evitando per altro (in parte) la frustrazione di dover ripetere il training di Far Cry 3.
Il centro di Blood Dragon rimane il divertimento, che banalmente dovrebbe essere al centro di molti più videogiochi e che invece ci si rende conto proprio giocando il titolo Ubisoft che è raro trovarsi a ridere come matti davanti allo schermo.






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