Fede Alvarez
Horror
2013
Quella casa nel bosco ci aveva avvertiti: c’è sempre una casa isolata nel bosco, ci sono sempre cinque amici (una bionda un po’ oca, un intellettuale che sicuramente sa il latino o qualche altra lingua morta, un bulletto, una ragazza verginale e un tossico) che si comportano come idioti patentati e sicuramente quattro su cinque moriranno in modo splatter.
È la solita vecchia storia che il pubblico vuole, senza variazioni e senza sorprese.
Il remake del classico horror di Sam Raimi prende tutto ciò che era poco interessante nel film originale e lascia da parte gli elementi che l’hanno reso un cult. Lo humour e il grottesco (senza scordare gli effetti speciali “pop”) che caratterizzavano il film dell’81 (e che man mano crescevano nei due bellissimi sequel) son stati messi al bando, e ci si è adattati all’estetica di punta dei remake horror per adolescenti degli ultimi anni.
Quindi niente ironia (così com’era stata eliminata dal rifacimento di Nightmare di qualche anno fa), personaggi bidimensionali, messa in scena impeccabile dettata dall’alto budget, giapponesismi alla The Ring che vanno tanto di moda e sceneggiatura a prova di idiota che non lascia nulla al mistero ma si assicura bene di sbatterti tutto in faccia per non rischiare che tu non capisca qualche passaggio (il prologo che spiega per filo e per segno cosa accadrà di li a breve ai protagonisti).
Ma la cosa peggiore in assoluto è senza dubbio il moralismo. Il film è un involuto metaforone sulla dipendenza dalla droga; avere un mostro dentro di sé che ci obbliga a fare cose contro la nostra volontà, che ci trasforma, che distrugge la famiglia e le amicizie e da cui riusciamo a liberarci solo arrivando a perdere tutto. Una pubblicità progresso così brutta da essere degna degli spot sui preservativi fatti da Cicciolina nei suoi porno anni novanta.
Resta un film anonimo, piatto, completamente privo di terrore, di cui si salvano solo le sequenze di puro gore con aghi conficcati negli occhi e piogge di sangue, che non bastano di certo a salvare un film dimenticabile.
Meglio restare a casa dal cinema e riguardarsi in DVD per l’ennesima volta Quella casa nel bosco.


Lascia un commento