Regia di Justin Lin
2013
Azione
Già soltanto il fatto che questa sia una recensione “normale” e non una delle nostre esilaranti “Rotten Review” dovrebbe sorprendervi. Ebbene sì, Fast and Furious 6 merita un trattamento serio.
Ovviamente non si tratta di un capolavoro o di un film imprescindibile nella vostra crescita culturale, ma è innegabile che riesca ad adempiere egregiamente al suo dovere di intrattenimento ignorante per poco più di due ore, che per altro scorrono molto velocemente.
Un primo aspetto che colpisce è l’impostazione dei personaggi: ad ogni (anti)eroe corrisponde un nemico immotivatamente iper malvagio, come accade in molti fumetti giapponesi quali ad esempio One Piece. I due team si fronteggiano con due obiettivi diversi: quello dei nostri beniamini alla ricerca del riscatto e delle riunione della “famiglia”, mentre il team antagonista cerca solo di guadagnare più soldi possibili trafficando armi letali, che ovviamente ruba grazie all’ausilio dei macchinoni tipici delle serie.
Se non fosse già abbastanza esplicita questa contrapposizione, fa sorridere che sia uno degli stessi protagonisti a farla notare. Altro aspetto curioso è che, a sottolineare che il personaggio di Paul Walker è la parte sensibile di una sorta di unico protagonista con Vin Diesel, è che la controparte del biondo è una folgorante bellezza nordica.
L’abnorme Dwayne Johnson (The Rock) assolda il tema di Vin Diesel & co. facendo leva sul sentimentalismo, mostrando a Toretto (Vin Diesel) delle foto dell’ex che è ancora viva e fa parte dei cattivoni. Ovviamente l’esperto di tuning farà cose che neanche Gatsby può permettersi per riaverla e quindi ecco che l’abbozzo di trama è servito per incollare a ritmo serrato spettacolari sequenze di inseguimento alternate a scazzottate piuttosto dolorose.
La serie si è sempre contraddistinta per azioni improbabili, che sfidano (anzi insultano) la fisica, ma mai come in questo caso si è esagerato. Il risultato ricorda in parte quello di Mission Impossible 4, in cui alcune le azioni sono volutamente impossibili e irrealistiche, ma puntano interamente al godimento action e alla frenesia.
Dove però non riusciamo a giustificare in alcun modo le scelte operate è sul fronte narrativo: le battute non sono solo estremamente tamarre e improbabili, ma spesso insensate (“Ti è familiare tutto questo?” – “No, ma sa di casa mia”). Altro aspetto, in parte, inspiegabile è l’assenza totale di sangue. Durante i 130 minuti muoiono una quantità di persone pressoché incalcolabile, ma non si vede quasi mai una goccia di sangue. Ovviamente se si punta ad un rating basso non si può fare diversamente, eppure il risultato è fin troppo plastico.
In definitiva Fast and Furious 6 è il classico esempio di film d’intrattenimento ignorante eseguito nella migliore delle impostazioni possibili. Non è paragonabile alla rinascita di 007, non è curato quanto uno Star Trek di J.J. Abrams, ma è comunque una degna prosecuzione di una saga che è, inaspettatamente, arrivata al sesto capitolo e sa ancora come divertire. Vedremo cosa farà il settimo film, già in lavorazione e in uscita la prossima estate.


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