Hannibal [Recensione]

In quest’annata televisiva due nuove serie si sono prese sulle spalle l’ambizioso compito di raccontare le origini di due miti del cinema del terrore: la prima narra la nascita della follia di Norman Bates (diventando purtroppo un teen drama involontariamente ridicolo), mentre la seconda decide di raccontare il mito di Hannibal Lecter.

L’ultima volta che abbiamo avuto a che fare con Hannibal Lecter è stato nel brutto prequel del 2007, che si prefiggeva l’obiettivo di raccontare le origini di uno dei “mostri” più famosi del mondo del cinema.
A distanza di sei anni il mito dello psichiatra cannibale torna in vita, questa volta lasciando da parte il cinema per approdare in TV. Nasce così la serie Hannibal realizzata da Bryan Fuller, autore che esce dal suo tracciato passando ad uno stile decisamente cupo rispetto a come ci aveva abituati con le sue precedenti serie TV (lo ricordiamo in particolare per la sfortunata serie Pushing Daisies), mentre a curare la regia e produzione della serie vi è David Slade, regista di videoclip fresco delle recenti fortune vampiresche cinematografiche di 30 giorni di buio e The Twilight Saga: Eclipse (fortunate come incassi, non di certo per qualità…).
La serie Hannibal ha l’ambizione di portare sul piccolo schermo l’intera saga di Thomas Harris diluendo i quattro romanzi in sette stagioni: l’intento potrebbe sembrare più una sfortunata trovata economica (gli esempi de Lo Hobbit e degli ultimi due film delle saghe di Harry Potter e Twilight insegnano a che a furia di allungare il brodo resta solo acqua alla fine), ma funziona invece alla perfezione.
La prima serie infatti è unicamente basata sulla backstory del personaggio di William Graham, protagonista del primo romanzo della saga, Drago rosso, e nonostante ciò la struttura creata da Fuller funziona alla perfezione.
La serie inizia illudendoci di avere a che fare con un semplice procedurale: Will Graham viene ingaggiato dall’FBI perché usi le sue doti empatiche al fine di catturare un serial killer. Dopo la cattura però Will continua a collaborare con l’FBI e le sue dote empatiche, sfruttate per immedesimarsi con i vari serial killer, finiscono col compromettere la sua salute mentale. Qui entra in scena il Dr. Lecter, ancora insospettabile, ingaggiato dalla stessa FBI come consulente psicologico per controllare che Graham non perda il controllo.
Gli omicidi dei vari assassini seriali presentano una messa in scena tanto spettacolare da poter esser paragonabili a macabre opere d’arte, e ogni caso, apparentemente fine a se stesso, in realtà fa parte di un più grande piano volto a mettere nel sacco i telespettatori assieme allo stesso protagonista della serie.
Hannibal Lecter, interpretato alla perfezione da Mads Mikkelsen, rappresenta la mente lucida e fredda del personaggio creato da Harris meglio di quanto abbiano fatto tutti gli altri attori che si sono alternati in questo ruolo (Brian Cox, Anthony Hopkins e Gaspard Ulliel), senza proporre il solito psicopatico spiritato, ma mantenendosi sobrio e lavorando per sottrazione, dando così vita a sublimi duetti con il suo coprotagonista Hugh Dancy.
Tutto nella serie – fotografia, musiche, costumi e scenografie – è di altissimo livello e conferisce la giusta atmosfera agli eventi che scorrono davanti ai nostri occhi. Degne di menzione anche le scene di preparazione degli splendidi, e allo stesso tempo disturbanti, manicaretti ad opera di Hannibal, quasi tutti a base di esseri umani (particolarmente ironico in un periodo in cui spuntano show sulla cucina in ogni canale).
La prima stagione di Hannibal è un lavoro di spicco nel panorama televisivo, che merita di essere vista per la grande poteva visiva e l’intelligente reinterpretazione delle vicende della saga letteraria dedicata al cannibale più famoso del mondo.
Stando alla tabella di marcia del creatore della serie la seconda stagione sarà un ponte a Drago rosso, romanzo che sarà invece affrontato nella terza e quarta stagione; la quinta e la sesta si dedicheranno a Il silenzio degli innocenti, mentre la settima ed ultima adatterà il romanzo Hannibal.

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