Danny Boyle
Thriller
2013
Dopo la pausa dal cinema per dirigere le olimpiadi londinesi, Danny Boyle torna al cinema col remake del thriller psicologico televisivo Trance.
Simon, assistente di una casa d’asta, si unisce ad una gang di criminali capeggiata dal boss Frank, per organizzare il furto di un quadro nel luogo cui lavora. Durante la rapina però Simon viene colpito alla testa e al suo risveglio non ricorda di aver rubato lui il quadro prima dei suoi compagni di banda. Simon così comincia a frequentare una ipnotista per cercare di recuperare i ricordi perduti.
Il film inizia nel migliore dei modi con la spettacolare sequenza del furto nella casa d’asta, gestita alla perfezione dalla solita potentissima regia di Boyle. Mano a mano che la storia prosegue, però, si va incontro a continue complicazioni e inutili giri a vuoto che ingarbugliano inverosimilmente la trama che fino ad allora funzionava grazie alla sua linearità. Nel suo continuo tentativo di complicare e stupire, con passaggi tra realtà e sogno, il film finisce col diventare spesso ridicolo (si pensi alle trovate improponibili per giustificare le numerose inquadrature di nudo integrale di Rosario Dawson con tanto di lode alla vagina depilata).
Il film resta comunque in parte piacevole da vedere grazie alla bellezza dell’impeccabile fotografia di Anthony Dod Mantle, all’ottimo accompagnamento musicale e ad un funzionale lavoro di cast. Il finale risolleva un po’ le sorti di una seconda parte del film eccessiva che se fosse stata gestita meglio e in modo più lineare da un punto di vista narrativo avrebbe fatto guadagnare molti punti al film, che avrebbe avuto certamente tutte le carte in regola per diventare un grande successo.


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