Riddick [Rotten Review]

 David Twohy
Fantascienza cheap
2013

Ci piace farci del male ogni tanto. 
Questa è l’unica spiegazione possibile che può averci spinto a vedere Riddick, terzo film sulla avventure fantascientifiche del muscoloso Vin Diesel. 
Ci aveva ingannato il pedigree che, anche se non è esattamente eccelso, contava due film quantomeno guardabili come Pitch Black e The Chronicles of Riddick
Questo terzo episodio è invece quanto di più brutto vi possa capitare di vedere al cinema. Non c’è un singolo aspetto di questo “film” che si possa salvare, dai personaggi che definire stereotipati è un complimento, alla sceneggiatura ridicola se non inesistente (l’espediente con cui dal secondo capitolo si passa al terzo è ridicolo e alcune gag fanno rimpiangere i migliori momenti di Don Matteo), agli effetti speciali a dir poco dozzinali. Del resto il budget era davvero risicato e vien da chiedersi perché fare un film del genere se non ci sono alle spalle i mezzi necessari.
L’audacia però non premia e il risultato è imbarazzante, come ad esempio le animazioni e le fattezze del pelo del cagnone che accompagna il protagonista: bruttissime (anche se l’animale, pur essendo digitale e fatto male, è il miglior personaggio del film). Come se non bastasse accadono delle cose di una gravità inaudita, roba che se la Boldrini vedesse questo aborto andrebbe su tutte le furie: ad esempio la figona di turno, che pare essere una lesbica invalicabile, si scioglie solo davanti alla rude bellezza (?) di Riddick, concedendosi in maniera del tutto immotivata e improvvisa. Sì, Riddick non vede solo attraverso il buio, ma è anche capace di raddrizzare l’orientamento sessuale delle malcapitate lesbiche spaziali.
Se tutto ciò non fosse ancora sufficiente per persuadervi dal non andare a vedere questo film, siete liberi di provarci. Ma non dite che non vi avevamo avvisato.

Una replica a “Riddick [Rotten Review]”

  1. Peccato, speravo in un po' di epicness spensierata 😦

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