The Grandmaster [Recensione]

Kar Wai Wong
Biografico
2013

A sei anni di distanza dal suo ultimo film, Wong Kar Wai torna al cinema con un ritorno alle origini, un film cinese di arti marziali dedicato al maestro Yip Man a cui negli ultimi anni sono stati dedicati diversi biopic.
Il risultato è un film estremamente affascinante, con lunghissime sequenze di combattimenti coreografati in maniera da far restare lo spettatore a bocca aperta, puntando spesso ad uno stile più da wuxia che realistico, enfatizzato dal continuo utilizzo di rallenty. Si potrebbe rimanere per ore a guardare le bellissime performance di arti marziali che fanno la parte del leone nelle due ore di film.

Il film invece mostra le sue pecche nella trama: i continui balzi temporali tipici del cinema di Kar Wai Wong raggiungono livelli estremi, tanto che il film finisce per assomigliare a una serie di evanescenti storie scollegate tra loro utilizzate giusto come collante tra una scena di combattimento e l’altra. Spesso l’impressione che si ha è che il regista non sapesse cosa togliere e cosa tenere in fase di montaggio, non a caso si tratta di quello che ha richiesto la lavorazione più lunga tra i film di Wong, che solitamente è più celere nella realizzazione dei suoi lungometraggi (una media di un film ogni tre anni, mentre The Grandmaster ne ha richiesti sei).
Il film, costato poco meno di quaranta milioni di dollari (ne ha recuperati quarantacinque solo in Cina), presenta una ricostruzione storica visivamente incredibile per quanto riguarda i costumi, le scenografie e gli effetti speciali. I protagonisti del film Tony Leung (Hero) e Ziyi Zhang (La tigre e il dragone) danno il loro meglio nelle brillanti sequenze di combattimenti e le musiche del ritrovato collaboratore Shigeru Umebayashi accompagnano con eleganza il film (nella colonna sonora anche un brano composto dell’italiano Stefano Lentini).
Dopo l’esperienza americana che aveva deluso molti dei suoi fan, The Grandmaster si rivela un film di classe ma non un ritorno in grande stile ai capolavori del passato che molti si aspettavano dal regista di Hong Kong.

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