Electronic / synthpop
2013
Se c’è una band su cui l’hype è ben risposto, non possiamo che pensare ai CHVRCHES.
Del resto singoli come “Recover” e “Gun” non vengono fuori dal nulla e per quanto in parte siano estremamente derivativi, siamo a livelli altissimi di synt-pop, di quello coloratissimo ed elettronico.
Dall’iniziale “The Mother We Share” si intuisce subito che la scia su cui i tre ragazzi vogliono passare è quella lasciata da pezzi come “Midnight City” di M83, virata verso una dance electro in “We Sink” o con un occhio verso la Svezia (Niki & The Dove, Robyn, ecc) in “Gun”.
Ogni pezzo è come un agglomerato di ordinatissimi poligoni sgargianti, disposti con sapiente ordine per creare il pop più immediato (e hipster) dell’anno, culminando ovviamente in uno dei singoli più catchy dell’anno, l’immensa “Recover”.
Non manca un tocco che ricorda gli Austra in “Night Sky” o i Depeche Mode più classici e cupi in “Science/Visions” per poi approdare ad una conclusiva, distorta e simil-shoegaze “You Caught The Light”, dove la voce di Lauren lascia il palco per dare spazio ad Iain, impeccabile ma non d’effetto come la compagna.
Si tratta dunque del solito caso in cui il tutto è molto più della somma delle singole parti, di per sé già eccelse, ma che nel complesso assumono la connotazione dell’album pop/indie dell’anno, dedicato a tutti coloro che sono in crisi d’astinenza nel post Hurry Up, We’re Dreaming.


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