Synth-pop/New wave
Capitol
2013
Dopo vari gossip, anticipazioni e singoli arriva il disco d’esordio di Sky Ferreira e non è esattamente quel che ci sarebbe aspettati. E’ molto meglio.
Il lato delicato e sintetico, quasi dream, lascia il posto ad un sound più deciso e duro, in bilico tra Sleigh Bells (vedi “Heavy Metal Heart”) e una Courtney Love dei giorni nostri (vedi “I Will”).
Sin da “Boys” quindi si intuisce che il progetto dietro la giovane cantante/attrice/modella/whatever prende corpo senza fare prigionieri. “Ain’t Your Right” ci butta anche un po’ di shoegaze per non farsi mancare nulla, mentre “24 Hours” non potrebbe essere più orecchiabile e ottantina di così. La sopracitata Courtney Love rivive appieno in “Nodoby Ask Me (If I Was Ok)”, sia per il rock svogliato che per i testi così sinceramente vittimisti, un po’ puerili ma efficaci.
E a proposito di vittimismi ci pensa “I Blame Myself” ad affossare la situazione su un synth-pop altrettanto orecchiabile e nostalgico di un decennio che la Ferreira non ha neanche mai vissuto (non c’è manco nata), ma va tanto di moda.
La ragazza comunque ha studiato molto bene ed ecco quindi che i Suicide tornano in “Omanko”, delirio totale noise, mentre il recente revival new wave di Twin Shadow sembra essere alla produzione del singolo “You’re Not The One” che è invece farina del sacco della nostra beniamina.
Qualche episodio inutile sul finale prima della title track (rarefatta e posseduta) non intacca comunque il valore di questo disco, che potrebbe inaugurare la carriera di una nuova diva maledetta del rock. Oltre a tonnellate di imamgine, la sostanza c’è e questo non è poco. Nella speranza che prosegua su questo cammino è ancora nostro dovere farle i complimenti per la cover del disco, creata da Gaspar Noé (regista di Irreversible e quindi esperto di stupri) che ci restituisce una Sky Ferreira davvero depressa e sbattuta, quasi umiliata. Esattamente come si presenta lei nel disco.


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