Lady Gaga – ARTPOP [Recensione]

Pop
Interscope
2013

La puzza di aria fritta e pretenziosa si sentiva già molti mesi or sono, quando Lady Gaga annunciò il titolo del suo terzo disco, ARTPOP. Ed è andata esattamente come ci si poteva aspettare: il passo è stato decisamente più lungo della gamba. La sua immagine è sempre più ridicola, priva di qualsiasi spessore di cui si vanta: non basta abbracciare un cristallo con Marina Abramović o farsi fare la cover del disco di Jeff Koons per essere delle vere “artiste” (e qui potremmo aprire una discussione infinita sul significato che ha per Gaga questo termine).
Come specificato nella recensione di Miley Cyrus e del suo Bangerz (che detto tra noi guarda la Germanotta ormai da molto lontano, più in alto) nel mondo del pop ultra-commerciale l’immagine è un aspetto fondamentale e per l’appunto ARTPOP è fallimentare già soltanto da questo punto di vista. Ma un masochismo privo di senso può spingerci a far finta che il disco abbia un altro titolo e che non ci sia stata alcuna campagna pubblicitaria che abbia puntato così tanto sull’arte contemporanea. Quel che rimane è comunque un album mediocre, monotono e privo di idee.
Dall’inizio (“Venus”) fino alla fine (“Applause”) siamo di fronte ad un inutile pop tamarro tutto uguale in cui si salva ben poco. Dimenticate la varietà di Born This Way: il terzo album di Lady Gaga è all’insegna dell’interscambilità, un pezzo vale l’altro, ovvero molto poco. Salviamo il salvabile a questo punto, come il singolo con R. Kelly (unico pezzo valido del disco), i synth di G.U.Y., l’effettiva sensualità di “Sexx Dreams” e la banale ma efficace “Dope”.
Tutto il resto è semplicemente ridicolo, dall’omaggio/presa per i fondelli di “Donatella” all’agghiacciante title-track.
Poco importa ormai se a differenza di altre pop star che hanno avuto un simile successo, lei sia dotata realmente di una voce interessante: tutto è affossato da una produzione inutilmente barocca e da un concept incredibilmente pretenzioso. ARTPOP di sicuro sfornerà moltissimi singoli che grazie a dei video curati potrebbero risollevare la situazione (come è successo con “Applause”), ma sarebbe meglio auspicarle un futuro più artistico e meno artistoide.

2 risposte a “Lady Gaga – ARTPOP [Recensione]”

  1. fate cagare

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  2. scusami ma “agghiacciante title track” non posso proprio concepirlo…mi rendo conto che di arte c'è davvero poco,ma lei stessa aveva affermato che ARTPOP sarebbe stato un album molto leggero…poi non vedo tracce così scadenti,anzi,Dope,Swine,Venus o la stessa Artpop mi sembrano essere molto buone.

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