Drammatico
Spike Jonze
2013
In un futuro non troppo lontano dal nostro, Theodore vive in una sorta di auto isolamento dal mondo causato dalla separazione con la moglie, che fa cadere tutte le sue certezze. Il suo nuovo sistema operativo OS1 dotato di intelligenza artificiale, chiamato Samantha, lo aiuterà a ritrovare se stesso.
Il nuovo film di Spike Jonze, sfruttando lo scenario fantascientifico, racconta con la solita intelligenza e dolcezza che contraddistingue il regista lo stato attuale delle relazioni umane sempre più veicolate dai supporti elettronici.
Il futuro disegnato da Spike Jonze non è minaccioso, ma rende in maniera piuttosto realistica una possibile evoluzione della società occidentale con una tecnologia sempre più integrata alle abitudini umane. Da un punto di vista scenografico K.K. Barrett fa un lavoro eccellente che non segue l’estetica Apple ormai incastonata nell’immaginario collettivo di mondi futuristici, ma che prova ad immaginare un vero mondo del futuro in cui la tecnologia diventa sempre più “invisibile” e adattata al design quotidiano e non viceversa.
Anche la fotografia contribuisce a distaccare il film dall’immaginario fantascientifico comune, eliminando sistematicamente i toni freddi tipici della fantascienza per utilizzare invece una palette di colori sul rosso e sul rosa, facendo spesso ricorso a primi piani per concentrarsi sui protagonisti più che sull’ambientazione.
La colonna sonora degli Arcade Fire e l’uso dei brani originali e non (compresa la canzone composta da Spike Jonze e Karen O) sottolinea l’atmosfera dolce e malinconica che pervade il film.
Spike Jonze sviluppa la relazione tra Theodore e Samantha in modo naturale e socialmente accettato: nel racconto praticamente nessun personaggio trova questo tipo di relazione inusuale se non l’ex moglie del protagonista (il cui personaggio e la relazione con Theodore pare siano basati sulla vera storia tra Spike Jonze e Sofia Coppola) e ciò contribuisce ad esplicitare la componente metaforica del film.
Joaquin Phoenix dà un’ottima prova che non scade mai nel teatrale così come Amy Adams, sempre realistica.
Spike Jonze scrive una storia di alto livello con dialoghi eccellenti e personaggi tridimensionali, che riesce a raccontare una società sempre più legata alla tecnologia e al mondo digitale con la giusta dose di umorismo e sensibilità.


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