Wes Anderson
Commedia
2014
Wes Anderson è un regista che non delude (quasi) mai e Grand Budapest Hotel ne è l’ennesima conferma.
Dopo aver diretto due spot per Prada ambientati in Europa il resista americano resta nel vecchio continente per il suo nuovo film, che narra le colorate vicende del portiere di un albergo di lusso ungherese, noto per i suoi affair con le ricche, e anziane, ospiti in soggiorno, e del suo lobby boy.
Anderson ripropone ancora una volta il tema padre-figlio tipico della sua filmografia, in modo ancora più riuscito di quanto fatto in passato in film come Rushmore e Le avventure acquatiche di Steve Zissou.
Come si può facilmente intuire anche dai trailer Grand Budapest Hotel è una bomboniera, visivamente il film più ricco mai realizzato dal regista grazie allo splendido lavoro scenografico di Adam Stockhausen (con cui aveva già collaborato in Moonrise Kingdom- Una fuga d’amore), che realizza scenari vari e davvero incredibili, aiutati anche da bellissimi modellini e miniature, e ai costumi della fedele collaboratrice Milena Canonero.
Come in tutti i film di Anderson il cast corale è ricco di volti noti trasformati in personaggi iconici, che grazie a dettagli studiati alla perfezione, come la voglia sul viso di Saoirse Ronan, diventano quasi cartoonistici.
Lo stile narrativo a tratti ricorda le commedie sofisticate di Ernst Lubitsch, in cui la stratificata sceneggiatura ispirata alle opere di Stefan Zweig, questa volta scritta senza l’aiuto del regista Roman Coppola, è costruita come una mastrioska, che vede diverse storie una dentro l’altra. È anche il film più cupo della filmografia di Anderson: oltre all’ambientazione, alle porte della seconda guerra mondiale, è il suo film che contiene più violenza e risvolti dark.
Una grande malinconia avvolge il tutto, regalandoci atmosfere degne de I Tenenbaum e Fantastic Mr. Fox, che si equilibrano con lo humour raffinato.
Confezionato con eleganza e malinconia Grand Budapest Hotel è probabilmente il miglior film della carriera del regista americano, capace di trascinarci in una vacanza rocambolesca, in un mondo fantastico, senza farci alzare dalla poltrona del cinema.

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