Per un nuovo inizio è necessario avere delle solide basi e quale migliore biglietto da visita ci può essere che una revisione dell’anno appena lasciato alle spalle?
Dal momento che questo è un blog personale, non sarò imparziale. Non cercherò di essere obiettivo: qui c’è solo quello che mi è piaciuto davvero, a prescindere dai contesti e da qualsiasi altro fattore.
Il 2014 ha segnato la mia devozione al mondo del gaming costringendomi a sacrificare altre mie passioni, come il cinema e la musica, pertanto questa classifica è molto personale.
10 Jungle – Jungle
Scoperti per caso e amati subito. Un po’ nostalgici, un po’ tamarri: indispensabili.
9 Flying Lotus – You’re Dead!
Flying Lotus non cambia la formula: discone assicurato.
8 Tv On The Radio – Seeds
Dopo qualche passo falso, tornano i Tv On The Radio, quelli che ci piacciono però. Quelli in stile Dear Science.
7 Little Dragon – Nabuma Rubberband
Un nome, una sicurezza: il pop sintetico dei Little Dragon per me non ha paragoni. Con quella voce cristallina poi…
6 Royksopp & Robyn – Do It Again
È solo un Ep, ma sticazzi. Sicuramente si tratta della miglior musica che il duo svedese e la cantante hanno mai tirato fuori insieme.
5 Azealia Banks – Broke With Expensive Taste
Dato per disperso e uscito a sorpresa, l’esordio di Azealia Banks riesce a sgonfiare l’antipatia montata a suon di liti su Twitter. L’album è curato e vario, forse giusto un pelo troppo lungo. Ma la ragazza ci piace anche così: eccessiva ed esuberante.
4 Alt-J – This Is All Yours
A tratti fastidiosi, gli Alt-J sono una band in grado di tirate fuori un pezzo come Hunger of The Pine e per tanto gli si porta rispetto. L’album straborda di spocchia, ma mi è piaciuto. Forse sono spocchioso.
3 How To Dress Well – What Is This Heart?
Lui mi fa felice. Dopo la depressione di Total Loss, si intravede uno spiraglio di luce nella musica di Tom Krell, il che si traduce in una svolta pop perfetta eseguita, senza danni e senza perdite. Anzi, ne esce più forte che mai. E dal vivo la sua “luce” fa male come un sorriso dopo un pianto.
2 St. Vincent – St. Vincent
Tutto molto strano: un album self-titled in cui però l’artista è sempre più personaggio e meno persona. Poco importa: è il miglior disco di Annie Clark. E poi lei è figa.
1 FKA Twigs – LP1
La mia prima reazione all’ascolto di LP1 è stata “Mio dio che merda”. La seconda invece “Mio dio che noia!”. Poi però c’è stata una terza, una quarta, una quinta e così via FKA Twigs si è insinuata nel mio cervello. Per una volta ho assecondato l’hype, ho cercato di capirlo e alla fine gli ho dato ragione.

Lascia un commento