Ho una teoria molto particolare su Final Fantasy, di quelle che puoi sostenere solo sul tuo blog personale e non puoi sostenere su un sito serio.
“Qual è il tuo Final Fantasy preferito?”: FIGHT!
Ma andiamo con ordine, partiamo dalla questione che scatena faide interminabili: quando infatti vi domandano “Qual è il tuo Final Fantasy preferito?” dovete essere pronti ad affrontare delle opinioni che a voi possono sembrare semplicemente aberranti. Ma a pensarci bene secondo me tutto dipende da quale è stato il primo della serie a cui ci si è approcciati: nel mio caso si tratta dell’ottavo capitolo che, guarda caso, è per me il migliore.
Tutti d’accordo su Final Fantasy XIII
Fare poi la classifica dei restanti (solitamente si litiga considerando comunque la serie solo dal settimo in poi) è una lotta sanguinolenta che si placa solo quando si nomina il XIII: a quel punto tutti urlano “Che merda!”, si ritorna amici e si esce a bere. Conosco persone a cui il XIII è piaciuto e possono anche argomentare bene il perché di questa loro folle preferenza, ma si tratta comunque di uno zoccolo duro di fan della serie.
Il declino dell’Oriente
Cosa è successo quindi? Perché dal XIII in poi la serie ha smesso di essere (quasi) unanimemente apprezzata? Ecco, qui interviene la mia teoria non sostenibile (in teoria) senza argomentazioni lunghissime e che meriterebbe approfondimenti seri, ma in cui credo comunque fermamente.
Molti giocatori si sono sentiti traditi dal netto cambio a livello di gameplay sempre più action e senza più nemmeno il party in Lightning Returns, ma a mio modesto parere il tramonto della serie è imputabile principalmente alla crisi dell’impero videoludico giapponese.
Se infatti per tutti gli anni ’90 e i primi anni zero dire “videogiochi” significava dire (principalmente) “Giappone”, da ormai una dozzina di anni non è più così. A testimonianza di questo fenomeno potremmo citare milioni di prove, come l’importanza sempre ridotta del Tokyo Game Show (ve lo ricordate com’era il mondo quando il TGS era più importante dell’E3?) o la sempre maggiore attenzione che i publisher giapponesi hanno dato ultimamente alla pubblicazione di titoli occidentali e alle date di uscita dei titoli orientali in contemporanea (o quasi) in tutto il mondo.
Un nuovo immaginario
Questo spostamento ha avuto ovviamente un impatto notevole anche sull’immaginario collettivo dei videogiocatori che si sono visti pian piano invadere le console e i PC da una quantità sempre maggiore di titoli occidentali. È difficile dire se sia nato prima l’uovo o la gallina, ma credo che la presenza sempre più massiccia di aziende come Microsoft, EA, Ubisoft ed altre abbia contribuito a questo spostamento di “focus”.
Fantasia pacchiana
Ed ecco che quindi la fantasia finale giapponese improvvisamente sembra una roba pacchiana per otaku. Certo anche prima era così, ma forse prima la maggior parte dei giocatori erano otaku (o wannabe tali), mentre da anni ormai non è più così. Se quindi uniamo l’appeal sempre minore che l’estetica orientale ha sui giocatori occidentali con lo stupro di gameplay subito, ecco che abbiamo il declino di una serie servito su un piatto. Toccherà quindi a Final Fantasy XV risollevare la situazione e secondo me ce la può fare.
Final Fantasy XV: Episode Duscae – La rinascita
Final Fantasy XV si presenta in una demo, dal nome Episode Duscae, contenuta in Final Fantasy Type-0 (un’ottima conversione in HD di uno spin-off uscito su PSP secoli fa). La demo mi ha folgorato e di solito io non mi sbilancio.
Siccome, lo ribadisco, questo è un blog posso dire cose assurde, come ad esempio che la cosa che mi è piaciuta di più sono i menu e in generale tutta la UI. È stato tutto ripensato e velocizzato. Esempio: nei vecchi Final Fantasy quando si trova un oggetto per terra compare un punto esclamativo sulla testa del personaggio, si preme un tasto e compare un messaggio che ci informa di quale oggetto siamo entrati in possesso mettendo (anche se per pochi istanti) in pausa il gioco. In Final Fantasy XV è tutto fluido: un’icona ci mostra la collocazione dell’oggetto e avvicinandoci ad esso lo possiamo raccogliere senza alcuna interruzione, anche se stiamo combattendo. È tutto immensamente più fluido.
Fantasia Rivoluzionata
Certamente mi turba ancora combattere quasi come in un Devil May Cry, ma l’importanza del party è di nuovo centrale, così come le strategie di lotta. Il personaggio principale, Noctis, ha ben 5 slot per 5 armi diverse e vedere mentre le cambia fluidamente nei combattimenti è da orgasmo, non c’è niente da fare. La struttura da open-world (vero e proprio baluardo del gameplay occidentale) funziona bene e l’acquisizione delle quest è rapida e fluida.
Qualche problema, ma sono fiducioso
Graficamente per il momento ci sono alti e bassi: il panorama è meraviglioso, il design di qualsiasi cosa è superlativo (giusto i capelli dei personaggi mi turbano, ancora troppo orientali, ma forse è bene così), ma il frame rate certe volte è tremendo e nulla o quasi è stato fatto per l’aliasing. Non c’è di che preoccuparsi: sorprendentemente Squarenix ci ha dato l’opportunità di provare un gioco che, se va bene, vedremo tra un anno o forse (come credo) anche di più.
Una fantasia finale di prossima generazione?
Final Fantasy XV riuscirà quindi a fare quel salto che fece il X in confronto alla generazione precedente e che il XIII invece non è riuscito a compiere. Pensateci: un’esperienza come quella del XIII non è impensabile su PS2, grafica a parte, mentre la tecnologia del X fu qualcosa di impensabile per chi era fermo al IX.
Il balzo del XV si manifesta in cose “next-gen” come l’open-world così enorme o nella gloriosa interazione con le evocazioni che ora, pur rimanendo in qualche modo dei video, si integrano nel gameplay in maniera naturale. A tal proposito ho fatto un video con l’evocazione di Ramuh: eiaculate.
Monster Fantasy
Anche la quest principale della demo si discosta molto dai canoni di Final Fantasy, con una caccia al mostro in pieno stile Monster Hunter (una serie che io non apprezzo, ma che sono sicuro possa dare nuova linfa vitale a Final Fantasy): nel caso non poteste fare la demo, ecco un video dello scontro con il Behemoth:
Fantasia realistica
A proposito di estetica, fa specie vedere come Final Fantasy XV sembri il capitolo più realistico di sempre: il mondo in cui è ambientato il gioco sembra infatti un futuro neanche troppo lontano con qualche elemento fantasy. Vedere il party andarsene in giro per una città che sembra Venezia o vederli guidare delle automobili tutto sommato plausibili fa un certo effetto… ma del resto si tratta di un cambiamento necessario e imposto per sperare di avere il successo che questo capitolo (probabilmente) meriterà.





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