Con l’avvicinarsi del terzo (spasmodicamente atteso) capitolo di The Witcher non fa mai male recuperare i precedenti titoli, magari il secondo, come sta facendo il mio amico Lorenzo che è, udite udite, il primo ospite che ho il piacere di accogliere sul mio sconclusionatissimo blog!
Lorenzo ha voluto condividere con noi le stranezze e le piccole perle che ha trovato in giro per il mondo di The Witcher 2 – Assassins of Kings: del resto sono i piccoli dettagli, le citazioni e la cura per il mondo di gioco a rendere imponenti e memorabili i giochi di ruolo come The Witcher. Lascio quindi la parola a Lorenzo e ai cinque momenti più assurdi incontrati durante la sua partita!
5) Primo capitolo: Fight Club
Durante la nostra esplorazione del villaggio di Flotsam possiamo scegliere di distrarci con alcuni minigiochi ricorrenti, come le partite a dadi e le sfide a braccio di ferro. Un combattente d’eccezione come Geralt non potrà non essere interessato a dei duelli di lotta corpo a corpo, così potrà ritrovarsi a malmenare dei soldati senza troppe difficoltà, almeno fino a quando un losco personaggio che si fa chiamare Re Ziggy non gli propone di partecipare a una serie di combattimenti clandestini nei sotterranei della residenza del governatore locale, Bernard Loredo. Qui il witcher affronterà sul ring alcuni dei lottatori più forti della zona, per la gioia degli spettatori e degli scommettitori, fino al completamento della missione… che è intitolata “Fight Club”, in un esplicito omaggio al romanzo di Chuck Palahniuk e al celebre film che ne ha tratto David Fincher.
4) Terzo capitolo: donna barbuta, sempre piaciuta
Nella zona dell’anfiteatro delle rovine di Loc Muinne, in cui sta per svolgersi un summit tra governanti e maghi cruciale per il destino dei regni del nord, sono presenti alcuni venditori ambulanti con i loro carri di merci. Tra questi, una bella donna di razza elfica racconta di far parte di un circo, nel ruolo dell’incredibile donna barbuta: se Geralt le pagherà la somma di 200 oren, lei si esibirà nel suo numero prodigioso. Il prezzo del biglietto non è trascurabile, ma viene premiato dall’immediata crescita di una folta barba bionda, che le rimarrà addosso per il resto della nostra partita. Nel concreto questo acquisto non serve a niente, dato che non fa parte di alcuna missione né ci torna utile in alcun modo, ma ci permette di ammirare una sorta di Conchita Wurst in salsa fantasy.
3) Secondo capitolo: un anello per citarli e nel buio incatenarli
Se alla fine del primo capitolo abbiamo scelto di allearci all’elfo Iorveth e proseguire con lui la ricerca della scomparsa Triss Merigold, buona parte del secondo capitolo ci vedrà perlustrare le strade della cittadina di Vergen a caccia di quest, acquisti utili e dialoghi buffi. In uno dei più sarcastici, Geralt commenterà un compito particolarmente oneroso con delle evidenti citazioni del Signore degli Anelli, paragonando ironicamente le proprie peripezie all’autentica via crucis affrontata dagli hobbit di Tolkien. Ma l’omaggio alla celebre saga non finisce qui: svolgendo la suddetta missione ci troveremo a esplorare la profonda miniera di Vergen, nella quale ritroveremo il diario di un nano di nome Balin, capo di una spedizione sterminata dai mostri incontrati durante gli scavi. Balin cita un altro nano di nome Durin e conclude i suoi drammatici scritti con “Scappate, sciocchi!”… per caso vi suona familiare?
2) Secondo capitolo: benvenuti a Cockwood
Se alla fine del primo capitolo abbiamo optato invece per seguire l’umano Roche nel suo inseguimento del regicida Letho, nel corso del capitolo successivo Geralt dovrà guadagnarsi la fiducia dell’eccentrico Visionario, un santone locale dal passato drammatico e strettamente legato ai tragici avvenimenti di tre anni prima, su cui siamo chiamati a investigare per rompere una potente maledizione che pende sul capo coronato di re Henselt. Il Visionario chiede allo witcher di recarsi in un bosco lì vicino, di bere una pozione speciale e di pregare a un altare sacro, per poi tornare a riferirgli quale visione ha avuto durante l’esperienza mistica. La pozione si rivela possedere proprietà allucinogene, in quanto Geralt finisce per vedere enormi “funghi” dall’aspetto decisamente fallico e una gallina gigante che si erge in mezzo al bosco. Quando il nostro eroe torna dal Visionario a raccontargli, incredulo, ciò a cui ha assistito, quello gli conferma che è esattamente quanto si aspettava di sentire (e che Geralt non avrebbe mai potuto indovinare), poiché lui stesso aveva visto le stesse cose durante la propria iniziazione. Gli dei sanno essere beffardi.
1) Secondo capitolo: il collezionista di piume
Tra una quest principale e l’altra, Geralt può trovare il tempo di aiutare cittadini comuni con i loro problemi di vario tipo. Un enigmatico personaggio di nome Elthon, che vive in una baracca isolata, gli chiede di procurarsi e portagli numeri sempre crescenti di piume d’arpia, asserendo di doverle procacciare a un collezionista danaroso. Dopo aver sterminato dozzine di arpie in una cava nei pressi della baracca, il witcher comincia a chiedersi che diamine se ne faccia il fantomatico collezionista di tutte quelle piume, finché alla fine della missione non sorprende Elthon a indossarle tutte insieme in un ridicolo travestimento da pollo. Che sia per caso un adoratore della gallina gigante avvistata in precedenza? Non solo Geralt decide di non volerne sapere altro, ma anche il bardo Dandelion, narratore del diario del protagonista, sorvola sui dettagli della scena trovandola davvero troppo assurda.







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