Non ho mai giocato a tanti videogiochi come nel 2015. Fare una classifica dei miei 10 preferiti di questi ultimi 365 giorni è costata molta fatica e se quelle musicali sono molto parziali, questa sui videogiochi è la più completa e sentita di quelle pubblicate su questo blog in questi giorni.
10. Rise of the Tomb Raider
Il sequel del reboot: solo a pronunciarlo stai male, ma alla fine il risultato non è mica male. Brava Lara. Ne ho parlato qui.
9. Yoshi’s Woolly World
Visivamente stupendo e incredibilmente difficile se si vuole prendere tutti i gomitoli (per dire, Bloodborne l’ho finito e questo no), l’avventura di Yoshi mi ha fatto innamorare ancora di più del dinosauro più tenero dell’universo. Ho scritto due cose a riguardo qui.
8. Her Story
Il mondo ha bisogno di cose così. Non è un videogioco, non so neanche come definirlo. Costa 3,50€: compratelo su Steam, fatelo e poi ne parliamo. Per favore, fatelo.
7. Destiny: Il Re dei Corrotti
La prima espansione di Destiny ha corretto tutti i difetti del capitolo originale. Proprio per questo, anche se è solo un’espansione, è in questa classifica. Oh, e poi lo sanno tutti che sono un drogato di Destiny. Ne ho parlato, fin troppo, qui.
6. Batman: Arkham Knight
Bello, bellissimo, ma un pelo senza anima. Tutto funziona alla perfezione, come un ingranaggio perfettamente oliato. Però… Però ho preferito altri giochi alla fine. Qui comunque ne parlo, giustamente, molto bene.
5. Ori and the Blind Forest
Una direzione artistica assurdamente bella e uno dei level design migliori che abbia mai visto in tutta la mia vita. Difficilissimo e bellissimo. Vi basta? Sono stato contento di aver avuto la possibilità di scriverne una recensione qui.
4. The Witcher 3: Wild Hunt
Uno dei giochi più attesi dell’anno. O degli ultimi due o tre anni. Ovviamente Geralt non ci ha deluso, ma se si trova “solo” in quarta posizione non è per qualche difetto, quanto più per i pregi di chi sta più in alto in classifica. Qui ho scritto due cose sull’ultimo capitolo dell’avventura dello Strigo.
3. Life is Strange
Ci ho pensato a lungo e ho deciso che il coraggio dei Dontnod andasse premiato: Life is Strange farà storia, manderà a quel paese David Cage e i Telltale, lo sento. Grazie per avermi fatto piangere come mai avevo fatto con un videogioco.
2. Metal Gear Solid V: The Phantom Pain
Mettiamo da parte tutto il casino tra Konami e Kojima: quel che resta è un’immensa opera che sprizza autorialità da tutti i pixel. Incompleto, rattoppato, con qualche sbavatura forse, ma non ci posso fare niente: il tocco di Kojima ha colpito ancora. Ne ho tessuto le lodi qui.
1. Bloodborne
La prima volta non si scorda mai e con Bloodborne Hidetaka Miyazaki mi ha sverginato: non avevo mai giocato ad un suo gioco prima e ho lasciato il mio cuore in questa recensione.


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