Una volta ero un divoratore di anime, poi probabilmente l’età mi ha portato ad allontanarmi dal genere. Certe volte mi viene da pensare che sia anche colpa dell’offerta che non reggerà mai il confronto con quell’epoca d’oro vissuta quando ero adolescente con la mitica Anime Night di MTV (se penso che nella stessa sera vedevo Cowboy Bepop, Trigun e Neon Genesis Evangelion mi sento male), ma poi mi rendo conto che è un discorso da boomer.
Anche a 35 anni però non mi privo di alcuni fenomeni di massa imprescindibili, come ad esempio Attack on Titan e dallo stesso studio ora arriva questo Chainsaw Man che probabilmente è sulla bocca di tutti proprio solo per il fatto che è un’opera dello studio MAPPA.
Un po’ acidamente mi viene da dire che non ci sono molti altri motivi per lanciarsi nella violentissima visione di questo Chainsaw Man, se non per la sua cifra stilistica. Le animazioni sono super fluide e spettacolari, i combattimenti grondano sangue oltre ogni immaginazione (bene così quindi) e gli episodi scorrono innocui senza lasciare il segno.
La storia di Chainsaw Man è molto semplice: Denji è un ragazzo che passa le sue giornate a sterminare demoni in compagnia del suo cagnolino-demone, tanto paffuto e tenero quanto letale. Quando uno dei suoi lavoretti sta per finire molto male, il cagnetto si sacrifica unendosi al suo padrone per creare questo (visivamente) splendido personaggio che dà il titolo all’anime. Info inutile: per me è stato impossibile non rivedere nel Denji trasformato un richiamo agli spettacolari personaggi di FLCL.
Denji può quindi trasformarsi in un letale mezzo demone armato di seghe elettriche sulle braccia e in testa, pressoché invicibile, il che rende i combattimenti tanto gore quanto poco interessanti essendo lui praticamente invincibile, in maniera molto simile a quanto visto in One-Punch Man ma senza quella irresistibile ironia dell’anime con protagonista Saitama.
Molto simile a One-Punch Man è anche l’ambientazione, fatta di città giapponesi apparentemente tanto sterminate, quanto anonime e flagellate da mostri e demoni dall’incerta provenienza, il che non è un problema perché non è (almeno al momento) il fulcro della vicenda. Tutto ruota attorno alla volontà di Denji di integrarsi in un mondo che lo rifiuta e alla sua voglia di avere una ragazza: una motivazione tipicamente drammosa da anime giapponese, unita ad un’altra più “leggera” che però non fa particolarmente ridere né carattarizza Denji come un vero e proprio maniaco con cui simpatizzare in stile (giusto per citare nostalgicamente un altro anime dell’epoca d’oro) Golden Boy.
Per sintetizzare: consiglio di vedere Chainsaw Man per la parte visiva, senza troppe aspettative sulla storia che almeno per il momento non è avvicente e né sembra avere gli elementi per diventarla. Se vi aspettate qualcosa che vi rapisca come Attack on Titan dirigete la vostra attenzione altrove, se invece avete solo bisogno di ettolitri di sangue versati egregiamente su schermo per passare del tempo “senza pensieri” su Crunchyroll trovate pane per i vostri denti.

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