Myspace Sito ufficiale Last.fm, rateyourmusic, Metacritic.
L’omonimo ep della nuova band di Trent Reznor è in vendita già da qualche settimana ed è disponibile online da circa due mesi, ma è solo ora che posso scriverne una recensione.
Prima sarei stato troppo condizionato dall’inevitabile hype che subisco per tutto ciò che vagamente collegato ai NIN.
Essendo l’ep di esordio è bene inquadrare un attimo la band e la sua storia. Nel 2009 Trent Reznor decide di ritirarsi dai palchi live per dedicarsi alla mugliera e a eventuali progetti in studio. Qualche mese dopo trapela la notizia che è al lavoro con “un’altra band” e poco dopo i sospetti trovano conferma: ha fondato una nuova band con la moglie, Mariqueen Maanding Reznor, e uno dei suoi storici collaboratori, Atticus Ross (in realtà nei crediti del cd come componente della band compare pure Rob Sheridan, ma non vedo come possa centrare visto che gli artwork non sono suoi e nelle foto pubblicitarie e nei video promozionali non è mai comparso).
Come al solito Reznor crea hype intorno ai suoi lavori lasciando regolarmente foto e video fino ad arrivare al 1 giugno quando l’ep viene rilasciato gratuitamente sul sito.
Il risultato è tutt‘altro che eccelso.
Per quanto mi pianga il cuore dirlo è di fatto la solita solfa NIN, ma con una (mediocre) voce femminile. La prima traccia, “The Space in Between” non è male, ma diciamo che non decolla mai, manca di pathos, di urgenza, è puro manierismo. Sembra voler comunicare più l’esser capaci di far qualcosa di buono piuttosto che farlo davvero quel qualcosa di buono. Notevole il video girato per gli HTDA da Rupert Sanders in cui vediamo la novella coppia di sposi prender fuoco in una pozza di sangue: di classe.
Il secondo pezzo, “Parasite” è a dir poco ridicolo. Soliti suoni pescati a caso dall’HD di casa Reznor, testo pseudo romantico, ma visto che siamo la coppia Reznor buttiamoci lì a caso un “PARASITE!”.
Il terzo pezzo pure è da mani nei capelli: “Fur–lined” potrebbe tranquillissimamente essere rinominata “Only-2″ per quanto somiglia paurosamente al singolo di With_Teeth (2005).
La situazione migliora decisamente con “BBB” dove il sound oscuro e trascinante riesce a dire qualcosa di nuovo e il pezzo ha così il suo perché, inoltre il testo sado non appare ridicolo come in “Parasite“.
“The Believers“, pur sembrando una bonus track di Year Zero (2007), non è da buttar via, ma neanche esalta.
Non mi sono dilungato nella descrizione dettagliata dei pezzi perché sarebbe davvero inutile, è sempre la solita solfa NIN (e per solita solfa intendo un sound consolidato negli ultimi 5 anni, anni di stallo creativo).
L’unico pezzo che emerge da tutta questa triste mediocrità è l’ultimo, “A Drowning“, dove la delicata voce di Mariqueen (sor)vola il climax di tristezza che solo una produzione Reznor riesce a imprimere. E proprio “produzione” è la parola chiave: il disco è prodotto alla perfezione, ma questao sembra essere il suo unico pregio.
Una bellissima confezione per un regalo fasullo.
Artisti simili consigliati: Nine Inch Nails

Scrivi una risposta a Kaos Cancella risposta