Recensione: “TRON: Legacy”

Imdb, Mymovies.

Ci sono voluti giusto 28 anni per avere il seguito di un film che per tanti motivi nel corso degli anni è diventato un vero e proprio culto.
Pioniere della computer grafica il primo TRON dell’82 è uno di quei capolavori senza tempo. La Disney aveva sfornato un film la cui trama molto semplice era infarcita con un simbolismo cristologico fortissimo e che faceva delle sue limitazioni visive delle virtù: dopo 10 minuti nel mondo di TRON la sensazione di straniamento scompariva e tutto sembrava perfettamente coerente, ma non meno sorprendente. 
Le aspettative per questo ultra-tardivo seguito erano pertanto altissime e ovviamente in gran parte deluse. Ovviamente perché ormai è impossibile per la Disney fare un film senza intamarrirlo fino alla nausea. Le carte in regola per il seguito degno del predecessore c’erano tutte sulla carta: il regista, Joseph Kosinski, è alla sua prima opera ma con background notevole, le musiche nientepopodimenoche dei Daft Punk e parte del cast è quello dell’82. 
Il lato tecnico del film funziona alla grande, il mondo di TRON risplende di una luce oscura propria, tutto è super cool in questo contrasto di nero e strisce rosse e blu (il primo era più visionario e fantasioso, ma questo è così COOOL che gli si perdona il calo di visionarietà). Interessante come si sia deciso di prendere ogni singolo elemento del primo film: le tute, i carri armati, le moto, i ricognitori, le navi trasporto, le navi da guerra e farcele vedere con la grafica del giorno d’oggi, quasi una tacita ammissione che come le avevamo viste nel’82 erano una bozza, ma quel che avevano davvero in mente è quel che possiamo vedere solo oggi. E questo è un errore, perché la forza del TRON dell’82 era proprio rendere tutto coerente così com’era: si sarebbe potuto fare di più per questo nuovo film, che invece più che un seguito spesso sembra un remake o un puro servizio di fan-service.
Ma questo servizietto finisce laddove il film rompe i legami col suo predecessore, ovvero sotto tutti gli altri aspetti. La trama è scialba, priva del simbolismo del primo, poco coinvolgente, dal finale scontato, piacente a caso dei temi attuali (programmi open source, genetica, ecc), a tratti insensata (ma alla fine ‘ste ISO? Chi sono? A che servono? Ci dobbiamo sorbire l’ennesima trilogia per capirci qualcosa). I personaggi banalissimi (il padre genio, il figlio abbandonato e ribelle, il viscido traditore, ecc). La sceneggiatura con precisione certosina va a rovinare le bellissime scene d’azione con battute tristissime, banali e tamarre sino alla morte. La noia spesso prende il sopravvento in alcuni punti morti (l’arrivo del figliolo alla casa/monastero del padre) e tutto insomma puzza di operazione commerciale apripista all’ennesima saga sfiancante. Le musiche dei Daft Punk deludono tantissimo perché dal duo francese ci si aspettava qualcosa che uscisse fuori dalle meccaniche del solito accompagnamento/polpettone hollywoodiano, regalando solo un paio di pezzi elettronici da cardiopalmo (seppur epici): per il resto troviamo lo stesso motivetto riproposto in mille salse (anni luce in basso rispetto a quel che ha fatto un altro maestro di elettronica come Trent Reznor per un altro blockbuster della stagione: The Social Network di David Fincher).
Se TRON: Legacy si fosse dimostrato “avanti” come lo fu ai suoi tempi il primo a quest’ora staremmo gridando al miracolo, proprio per il fatto che la tecnologia oggi permette di creare mondi sì belli come quelli di TRON: Legacy, ma anche molto più coerenti e “grandi” (vedi “Avatar”). E come se non bastasse TRON: Legacy è un film mediocre anche se preso a sè stante, senza tenere conto del suo predecessore. 
Se poi condiamo il tutto con l’implemento a caso e assolutamente non sfruttato e non necessario del 3D otteniamo un bellissimo giocattolo, tanto bello quanto inutile e deludente.
Voto: 5,5
Film simili consigliati: TRON, Matrix.

4 risposte a “Recensione: “TRON: Legacy””

  1. Bella recensione!E sai già che concordo su tutto quello che hai detto, visto che uscito da cinema ti ho smerdato come più potevo sto film!XDMi piace lo “stile” con cui l'hai scritta, molto easy e “ye ye”, che la rende leggibile e comprensibile a tutti(anche a quelli più idioti a cui è piaciuto il film!!XD)E, visto che vogliamo fare gli snob più snob degli snob di Ondacinema, introdurrò il voto alla recensione.7,5PS: “Quozza!!” “Survaaaaiv!” =P

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  2. non è che se a uno è piaciuto questo lo rende idiota… de gustibus…

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  3. Patatonio prende posizioni radicali quando si tratta dei film, ma sono sicuro che non pensa che quelli a cui sia piaciuto il film siano idioti! Almeno spero, perchè anche se non sembra, a me un po' è piaciuto! XD

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  4. Concordo in pieno sulla mancanza di alcune spiegazioni all'interno della trama. Tanto per cominciare dall'epica quanto patetica frase della fine “Ora andiamo a cambiare il mondo”. Come? Popolandolo di Ibridi Iso Umani? Aprendo le porte della “Rete” a tutti? Semplicemente rivelando l'esistenza della “Rete” (che si è messo al collo e riattiverà con il 2). Altro. Il dichiarare le iso ingenue non vuol dire che giustificare che non reagissero in nessun modo ad un genocidio, ok per i pochi ribelli, ma caspita un esercito di iso non sarebbe stato male. A proposito di eserciti. Ma volevano invadere la terra con al max 4000 soldati? era questo il piano di conquista? Bhè, sinceramente non l'ho capito. Altro punto che mi ha lasciato un po' perplesso è stata l'inerzia del padre che nonostante un potere paragonabile a quello di Neo in Matrix se ne stava seduto su un cuscino comprato all'Ikea.Devo però dissociarmi dal commento sulla colonna sonora. A me è piaciuta molto. Mi ha riportato agli anni 80 inizio anni 90. Credo che l'idea fosse comunque quella.Nel giudicare il film nel complesso credo sia necessario sottolineare una caratteristica fondamentale ovvero che è Disney (non c'è bisogno di ulteriori commenti). Nel complesso non mi è dispiaciuto anche se mi aspettavo di meglio.

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