Recensione: Crippled Black Phoenix – I, Vigilante

Post-rock/Hard Rock/Folk
Invada, 2010
Myspace, Sito Ufficiale, Last.fm, Rateyourmusic

A solo un anno di distanza da quei due capolavori che furono The Resurrectionists e Night Raider esce il nuovo disco dei Crippled Black Phoenix. I, Vigilante ci mostra il supergruppo mancante di Dominic Aitchinson (Mogwai) e di Geoff Barrow (Portishead), ma non per questo meno combattivo! Come affermano infatti sul loro Myspace: Lupus pilum mutat, non mentem. Justin Greaves (Electric Wizard) è un ottimo comandante e non vuole perdere l’occasione di dimostarlo.
I, Vigilante è di nuovo una commistione di generi e influenze difficilmente classificabile: su di una geometria classicamente post-rock si inseriscono intrecci psych-folk e elementi blues, ma la tendenza è quella di
irrobustire il sound (e qui Greaves la fa da padrone!), per lanciarlo in epiche cavalcate figlie del doom e dell’hard rock settantiano. Ovviamente non possono mancare di farsi sentire i Pink Floyd, forse la principale influenza dei Phoenix.
Tutto è giostrato con la semplicità che solo i grandi musicisti possono avere, l’amalgama di queste influenze è così fluida ed originale da poterla considerare un genere a sè stante (loro definiscono i loro pezzi endtime ballads, voi fate un po’ quel che vi pare.).
I primi tre pezzi, Troublemaker (smaccatamente floydiana), We Forgotten Who We Are, e Fantastic Justice, mostrano l’essenza del nuovo suono del gruppo: delicati momenti in bilico fra folk e blues, robuste strutture classicheggianti, potenti riff hard e un magnifico piano a scandire il tempo.
Con Bostogne Blues l’atmosfera si fa cupa e rarefatta, e i Phoenix si abbandonano ad una melanconica ballata con uno strepitoso finale di archi e chitarre morriconiane.
Le ultime due tracce son quelle che stupiscono di più, abbiamo infatti Of a Lifetime, cover dei Journey, reinterpretata con una bellissima voce femminile e un attitudine pienamente AOR, e Burning Bridges, bizzarra canzonetta a metà fra ABBA e sagra del paese. Entrambi bei pezzi, ben suonati, ma che mi lasciano il dubbio che i C.B.P. abbiano voluto pigliarci un po’ per il culo!
Un gran disco, degno di stare accanto ai precedenti capolavori!

Dal medesimo artista: A Love of Shared Disasters, The Resurrectionists/Night Raider
Artisti simili consigliati: se qualcuno ne trova mi faccia un fischio!

Una replica a “Recensione: Crippled Black Phoenix – I, Vigilante”

  1. Che bella la copertina e non vedo l'ora di sentire l'album!

    "Mi piace"

Scrivi una risposta a Ghost3fano Cancella risposta