Recensione: Zeus! – Zeus!

Mathcore
Bar La Muerte Bologna 2010
Myspace

Ancora e ancora furia italiana che non ce n’è mai abbastanza. Bastano poche coordinate per far sentire odori familiari, e i paragoni vengon da sè: solamente il basso assassino di Luca Cavina (Calibro 35, colaborazioni con Beatrice Antolini) e la batteria a tratti distorta di Paolo Morgandi (Transgender, Il Genio), che frantumano in piccoli pezzi difformi le composizioni metal e hardcore ridustribuendoli in modo ragionato nello sviluppardi delle tracce. Sono destrutturazione e ricomposizioni, tra ritmi da cardiopalma (pari-dispari o non si sa bene) e incalzanti ossessioni, dal gusto doom ma passati sicuramente attraverso una fase di improvvisazione. Ancora prove di progressione insomma che in questi anni ci stanno piacendo parecchio. Al contrario di altri gruppi gli Zeus! non hanno ceduto alla tentazione, comune delle band di musica estrema con pochi componenti di saturare del tutto, di costruire dei muri, il che da una parte rende più chiara l’osservazione della ben congegnata struttura, più godibile, dall’altra li rende forse un po’ scarni e acerbi. Ma in fin dei conti siamo solo ai primi debutti: quel che è sicuro è che i due godono come porcellini mentre suonano. Si capisce dai primi secondi che non li hanno raccattati da un oratorio. Qualche godibile incursione della voce al vetriolo, una specie scream metallico, è l’ennesimo giochino che completa la ludoteca. Provate ogni attrazione, senza farvi troppo male.

Pochi minuti per gli amanti del disordine e della molestia. Ecco un assaggio, anzi, forse è improprio, son piuttosto loro che vi assaggiano:

Una replica a “Recensione: Zeus! – Zeus!”

  1. Sapevo di aver sbagliato ad ascoltare i Transgender, anche se musicalmente mi sono più affini. Divertente, pero, la riscoperta di due componenti che sanno come darsi da fare!un paio di correzioni lessicali e il ritmo della recensione non guasta mai…Tunx

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