Recensione: Subsonica – Eden

Elettronica / rock
Emi
2011

Il sesto album dei Subsonica è molto strano.
I ritmi sostenuti del precedente “L’Eclisse” sfumano in un lavoro ancor più curato, ma stranamente al tempo stesso forse… insipido.
La costruzione dei pezzi è notevolmente più complessa rispetto ai precedenti album della band torinese e quindi dal punto di vista musicale troviamo pochi passi falsi, giusto qualche pezzo tranquillamente evitabile. Ciò che preoccupa invece sono i testi, forse più o meno come sempre quando si parla dei Subsonica. 
La prima traccia, nonché primo singolo che ha preceduto l’album, è la title track dai ritmi spezzati e suadenti, composta con una maturità convincente, ha un testo idilliaco, una visione al di sopra delle parti e del mondo intero di una relazione.
La successiva “Serpente” prosegue il tema del paradiso perduto e qui il testo peccaminoso e sensuale è adatto alla musica: un pezzo lento, per certi versi solenne, anch’esso esempio splendido della maturità del gruppo. 
Il “Diluvio” invece si abbatte senza preavviso dopo un esordio in sordina e tutto sommato tranquillo: il silenzio (di cui si fa accenno nel testo del quale si salva solo il ritornello) è magnificamente messo in risalto dai suoni assordati che lo seguono. Ma il drum’n’bass delle strofe è abbastanza scialbo, così come il testo del tutto insensato. 
Il ritmo martellante e l’impostazione scarna di “Prodotto Interno Lurido” ben si addiccono al testo impegnato del pezzo. Ritmi marziali per una canzone che suona come un ultimatum.
Il curioso mix di drum’n’bass e elettronica che sostiene il testo autoironico (composto insieme ai fan sul sito!) di “Benzina Ogoshi” costringe a muoversi e ballare, così come lo scialbo reggae di “Sul Sole” (uno dei episodi trascurabili dell’album di cui dicevo sopra).
La dolce “Quando” non sarà la ballata più originale di questo mondo, ma è uno dei momenti in cui la voce di Samuel convince di più, così come il testo.
“Istrice” invece (secondo singolo estratto e accompagnato dal video che ha tolto il sonno a molti fan) non posso descriverlo senza alterarmi: mi fa davvero incazzare! E’ un pezzo musicalmente secondo me stupendo, ben costruito e mi fa piacere che il testo parli della mia amata Torino. Ma proprio il testo è davvero osceno, la voce domina troppo su un pezzo in cui la musica avrebbe invece meritato di essere messa più in risaltato. E’ un vero peccato.
Sul finale, troviamo la trascurabile “Tra gli Dei” e poi due dei pezzi più belli dell’album: “La funzione” e “L’angelo.
“La Funzione” è il folle risultato (il testo “matematico” è a dir poco spassoso) di un featuring con nientepopodimeno che i Righeira. Si conferma quindi la volontà dei Subsonica di rendere grazie a band che per certi versi han segnato il genere percorso dalla band torinese, come in “Amorematico” dove i Sub duettano con i Krisma nella mitica “Nuova Ossessione”.
La conclusiva “L’Angelo” riprende il tema (passatemi il termine) religioso che percorre molti dei pezzi dell’album: è una canzone fuori dal tempo, sospesa nelle sue sonorità delicate, su cui vola la voce di Samuel nell’interpretazione di uno dei testi più belli che i Subsonica abbiano mai scritto (So anche che/ quando un dio/ ti punisce/ avvera i tuoi/ più sudici desideri), salutando i fan con una nota malinconica, rassegnata, un po’ oscura e in fin dei conti… matura.
Come al solito i Subsonica quindi osano e in parte colpiscono il bersaglio. Difficile valutare la reazione dei fan, che probabilmente dopo “L’Eclisse” si aspettavano qualcosa che proseguisse su quel filone e spaccasse di più i culi, ma poco conta nella valutazione dell’album. Il fatto è che i Subsonica sono una band dall’immenso potenziale, che però certe volte viene intaccato da testi sottotono e da quella sorta di sindorme del karaoke che affligge troppa musica italiana.
Il giudizio è comunque più che positivo, ma fa rabbia quando quello che può essere il primo della classe per motivi inspiegabili non arriva al 10.
PS:Sorpresa inquietante nella hidden track col testo al contrario.

3 risposte a “Recensione: Subsonica – Eden”

  1. Recensione tecnicamente scialba e sciapita…Non si parla dei punti cardine, della rivoluzione delle sonorità, degli strumenti utilizzati ne tanto meno della morale che caratterizza l'album… Forse sarebbe meglio che trattaste di Ippica invece che di Musica…

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  2. Del cambiamento di sonorità si fa più volte accenno. La “morale” dell'album non mi sembra così degna di nota…Nessuno di noi qui su THunder_score quando pubblica un post ha l'intenzione di scrivere la critica definitiva all'album/film preso in considerazione, si tratta di opinioni personali che in quanto tali vanno rispettate.Ad ogni modo, ogni critica è benvenuta, grazie per averci letto… e vaffanculo.

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  3. @anonimo: forse sarebbe meglio che tu imparassi l'Italiano prima di scrivere commenti sgrammaticati…il “nè” vuole l'accento 😉

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