Recensione: Non Lasciarmi

Mark Romanek, 2010
Drammatico
Imdb, Mymovies

Dopo l’uscita nelle sale americane il 15 Settembre 2010 con il titolo Never Let Me Go, con oltre 6 mesi di ritardo (l’uscita italiana è stata il 25 Marzo) arriva anche nelle nostre sale Non Lasciarmi.
Il film, interamente di produzione inglese, è l’adattamento cinematografico di Mark Romanek (One Hour Photo) dell’omonimo romanzo del 2005 dello scrittore inglese di origine nipponica Kazuo Ishiguro. La sceneggiatura è stata curata dallo scrittore e sceneggiatore britannico Alex Garland, storico collaboratore di Danny Boyle, mentre la colonna sonora è stata affidata al premio Oscar Rachel Portman.
Kathy H. (Carey Mulligan), Tommy (Andrew Garfield) e Ruth (Keira Knightley) sono tre giovani allievi dell’esclusivo istituto inglese di Hailsham, dove i bambini vengono cresciuti, tra ore di ginnastica, letteratura ed arte, stimolati nella creatività per mandare i loro disegni alla Galleria di Madame (Nathalie Richard) e vengono istruiti a diventare prima degli “assistenti” e poi dei donatori di organi. E questo non sembra sconvolgere particolarmente i giovani studenti, i quali sono sempre stati preparati a quello che sarebbe stato il loro ruolo prestabilito. Quello che le scritte nei titoli di testa ci spiegano (nel 1952 la scienza medica aveva sviluppato incredibili innovazioni riuscendo ad alzare la vita media oltre i 100 anni) assume un significato reale, il collegio di Hailsham e le strutture simili non sono altro che riserve viventi di organi, “incubatoi” in cui allevare cloni utili per l’abolizione di malattie considerate incurabili, polli da batteria per servire il progresso scientifico.
Kathy si presenta solamente con l’iniziale del proprio cognome, “H”, che oltre a essere una citazione kafkiana, rappresenta un atto di spersonalizzazione e una privazione dell’identità. I tre protagonisti non hanno un’origine o alcun legame di parentela e vivono in questa specie di condizione di “orfani”, assuefatti alla grigia e silente crudeltà di Hailsham, ma ciò che li lega è un profondo e sofferto triangolo di amore e amicizia che li accompagnerà per tutto il corso della loro, seppur breve, vita.
Mark Romanek si è avvalso di un cast che non ha nulla da invidiare ai grandi nomi di Hollywood: eccezionale l’interpretazione di Carey Mulligan con i suoi occhi malinconici e tristi, più che adatti per la parte di Kathy; l’emergente Andrew Garfield dimostra di essersi calato bene nella parte di Tommy, bambino incompreso e messo all’angolo da tutti, incapace di realizzare ciò che realmente vuole e la bellissima e bravissima Keira Knightley che però in questo film avrebbe potuto fare sicuramente di meglio (come ha dimostrato con le nomination agli Oscar, ai Golden Globes e ai BAFTA) .
Particolarmente ben riuscita ed efficace la fotografia di Adam Kimmel: eccelsa e straordinaria, rispecchia ogni singolo stato d’animo dei protagonisti, tra i colori cupi e la pioggia inglese, e sottolinea la gravità del ruolo dei giovani protagonisti, che si avviano incontro a un destino che non hanno chiesto, ma che qualcuno ha deciso per loro. 
Ottime anche le musiche del premio Oscar Rachel Portman, che incorniciano le emozioni dei tre ragazzi e ci accompagnano all’interno delle loro vite, tra aspirazioni sgozzate e passioni represse.
Non Lasciarmi è un film molto complesso e decisamente pesante nei contenuti, Romanek lascia molti punti della trama scoperti, lascia che sia lo spettatore a unire insieme i pezzi e a capire la gravità e il peso che i tre protagonisti sembrano sopportare così tranquillamente. Ma non fa mai leva sul patetismo o il sentimentalismo, non si prova pena immotivata per i protagonisti, piuttosto ci si affeziona ad essi, si parteggia per l’uno o per l’altro, ci si emoziona per loro e con loro. Ed è proprio questo lo scopo del film: dimostrare che, nonostante la loro condizione di “oggetti scientifici”, Kathy, Tommy e Ruth sono persone comuni, ragazzi con i loro problemi, i loro amori e le loro gelosie. Sono cloni, ma sono esseri umani a tutti gli effetti.
E allora sorge spontanea la domanda: Quale messaggio vuole inviare l’autore della storia?

Per quanto possa definirsi “presente alternativo” o “realtà distopica“, la storia di Non Lasciarmi si incastra perfettamente nella vera realtà (similmente a opere come Fahrenheit 451 di Bradbury, 1984 di Orwell e Il Mondo Nuovo di Huxley), quella che viviamo quotidianamente, quella in cui la società è capace veramente di indottrinare le persone e far credere loro ciò che desidera, e che forse è in grado pure di far apparire normale un “allevamento di persone da organi”. Pertanto una denuncia alla società moderna, e uno spunto di riflessione per tutti quanti circa la realtà che ci circonda e a cui apparteniamo.

Dallo stesso regista: Static, One Hour Photo
Film simili consigliati: Orwell 1984, Fahrenheit 451, V per Vendetta

Una replica a “Recensione: Non Lasciarmi”

  1. molto scritta bene, cazzo vien voglia subito di vederlo.Ottime parole, calibrate nel modo giusto e al momento giusto.Complimenti

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