Live Report: James Blake @ Magazzini Generali, Milano – 21/04/2011

E’ il 18 Febbraio quando dalla pagina Facebook del Club to Club viene ufficialmente annunciata l’unica data italiana dell’emergente artista inglese, James Blake. Poche settimane dopo vengono annunciate le modalità di prenotazione per assistere al concerto: la disponibilità è minima (450 posti) e l’unico modo per poter ottenere un biglietto d’ingresso per il live di James è attendere con ansia (e con il cardiopalma imperante) il secondo esatto in cui poter mandare la mail di prenotazione. 
Ma noi di THunder_score non potevamo mancare a nessun costo! E, con il senno di poi, perdersi un concerto come quello di James sarebbe stata una perdita incolmabile non solo per quando riguarda THunder_score, ma soprattutto a livello personale.
Magazzini Generali, le luci si abbassano e salgono sul palco i Cloud Boat, un duo inglese ambient/post-dubstep nonchè supporters di James Blake in tutto il tour, che si esibiscono con canzoni davvero interessanti e riscaldano l’atmosfera preparando il pubblico al Main Guest della serata (che però si fa attendere abbastanza).
Ma verso le undici finalmente l’estenuante attesa finisce e James sale sul palco. Vistosamente timido ed emozionato, il 22enne londinese si dirige subito verso le sue tastiere, ma gli basta suonare la prima nota di “Unluck” per sciogliersi e dare inizio a questo strepitoso concerto.
Il suono live riprende quello sentito in studio, con tanto di beat elettronici, echi, vocoder e autocampionamenti, e la profonda ed emozionante voce di James non solo non risente dell’emozione ma addirittura dal vivo è ancora più ricca e coinvolgente e non stona di una virgola.
I primi due o tre pezzi servono, in un certo senso, da “antipasto” per sintonizzarsi con le frequenze di James, ma dopo la strumentale “Tep and the logic” arriva il primo piatto forte della serata: “I Never Learnt To Share” parte lenta per poi esplodere in una emozionante e potente progressione di bassi elettronici. E lì realizzi che quel concerto è assolutamente meglio di come te lo saresti anche solo lontanamente potuto immaginare.
E da questo momento le serata si fa carica di emozione e di ottima musica. “Klavierwerke” (tratta dall’omonimo EP) regala un’altro picco emotivo: la voce soul e le sonorità dubstep di James si fondono in un pezzo che non ha nulla da invidiare a Burial e Four Tet, e la versione live si allunga tra beat elettronici e campinamenti fino a diventare quasi un nuovo pezzo e forse il momento artisticamente più alto dell’intero concerto.


James Blake decide di lasciare (giustamente) per ultime la stupenda doppietta “Limit to your love” e “Wilhelms Screm”. La cover di Feist parte come un delicato pezzo soul, ma progressivamente diventa altro, guidata dai soliti potenti bassi elettronici. Stesso dicasi per “Wilhelms Scream”, sul cui finale ci si perde tra i potenti suoni creati da James e sembra di entrare nella musica stessa.
Nessun modo migliore per finire il concerto e meritarsi una sentita ovazione.
James torna sul palco dopo l’encore e suona “Enough thunder”, un nuovo brano inedito per voce e pianoforte, e lascia definitivamente il palco per tornare nel backstage da dove era entrato con lo stesso sguardo timido ed emozionato.

Un concerto che dimostra e conferma le grandi potenzialità di questo giovane artista britannico che ha assolutamente tutte le carte in regola per diventare un grande protagonista nella scena musicale internazionale. Un artista in grado di rimodellare l’estetica dubstep su coordinate quasi gospel creando soluzioni sonore raccolte e minimali.
Scaletta:
1. Unluck
2. To care (like you)
3. Give me my month
4. Tep and the logig
5. I never learnt to share
6. Lindisfarne I/II
7. Klavierwerke
8. Limit to your love
9. Wilhelms scream
10. Enough thunder

Una replica a “Live Report: James Blake @ Magazzini Generali, Milano – 21/04/2011”

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