Recensione: Mombi – The Wounded Beat

Ambient/Electroacoustic/Minimal
Own Records, 2011
Myspace, Bandcamp

Mombi è il nome d’arte del duo artistico composto da Kael Smith e Matt Herron. I due vengono dal Colorado e suonano insieme da 6 anni a questa parte. Le canzoni sono scritte attorno all’ipnotica chitarra di Kael e sulle sue leggere corde vocali, e infarcite poi con il piano e le tastiere di Matt. Entrambi utilizzano percussioni minimal e sample per ottenere i loro avvolgenti suoni dark.
Con solo 8 pezzi per un totale di 31 minuti circa, “The Wounded Beat” è un album corto ma decisamente intenso che riesce perfettamente a creare un concept eterogeneo e articolato e a far convivere nello stesso album sensazioni e atmosfere di diversa natura: la claustrofobica e angosciante “Monsoon” (che sembra quasi accellerare le musicalità dei Sigur Ros e adattarle a una versione rallentata e “addolcita” di Stress dei Justice); tocca poi alla vaporosità sognante di “Time Goes” che suona quasi come una ninna nanna sospirata.
E’ ora il turno di “Glowing Beatdown” che si sviluppa lentamente con una chitarra acustica piacevole in prima linea, dando intimità e brividi, e ricordando quella musica folk (con un retrogusto nostalgico) tipica di cantautori come Josè Gonzalez; “The Misunderstanding” parte lenta, a sottolineare la persistenza tenebrosa di questo angosciante sogno/incubo che è “The Wounded Beat” ma poi si gonfia in sonorità post-dubstep con la chitarra elettrica e i beat elettronici che guidano il ritmo verso un crescendo incalzante e inquietante.
“Cascade Cliffs (Looking Down)” è un pezzo slowcore, che riprende molto da quella musica indie-rock che caratterizza band come gli Early Day Miners o i Talk Talk e la frase tra parentesi “looking down” (guardando in basso) è la sensazione che suscita questa lenta e nostalgica ballata.
Passando dalle fredde luci del primo mattino di una gelida alba con “Fort”, si passa alle calde tonalità del rosso e alle confortevoli note che accompagnano il crepuscolo con “More Coal For The Miners And More Meals To Be Given Out”.
E tocca ora a “A General Map Of Love” avere il ruolo di congedo, ed è tra le cadenze catatoniche del notturno epilogo che l’introspezione e la riflessività prendono il sopravvento. E ti lasci trasportare dalle ondose note del pezzo di chiusura e lasci la mente libera di viaggiare e di ampliarsi verso nuovi orizzonti, senza pensieri, senza costrizioni.

Voto: 8

http://bandcamp.com/EmbeddedPlayer/v=2/album=448182762/size=grande3/bgcol=333333/linkcol=ff8900/

Una replica a “Recensione: Mombi – The Wounded Beat”

  1. decisamente bello il album, tipo di musica che mi mancava da molto tempo ed è raro trovare un cd con “tutti” i brani che facciano bingo con me

    "Mi piace"

Scrivi una risposta a caupo Cancella risposta