Le informazioni sul progetto Biophilia sono state fino al momento centellinate con sapiente parsimonia, ma ora attraverso un’intervista su Pitchfork, veniamo a conoscenza di molti dettagli interessanti.
Innanzitutto Björk ha iniziato a lavorare a Biophilia poco dopo la fine del tour di Volta.
Una volta ideate le canzoni che compongono l’album pensò di realizzare un progetto nuovo: costruire una casa in Islanda le cui 10 stanze avrebbero rappresentato le rispettive canzoni. Poi venne contattata dal National Geographic che le chiese di trasformare il progetto della casa un film in 3D. Se dapprima Björk si dimostrò interessata (“Wow, voglio essere compagna di etichetta di squali e lemuri!“, il progetto si fece complicato e sopratutto l’artefice della pellicola, lo storico collaboratore Spike Jonze, era impegnato nell’editing di The Green Hornet.
Dal momento che le canzoni erano state quasi tutte create con touch-screen, quando Björk mise le mani su un iPad capì quale sarebbe stata la strada giusta per concretizzare il progetto Biophilia: 10 app, una per ogni canzone. Per sviluppare le app non si è fatta consigliare da nessuno, semplicemente ha scelto i due sviluppatori delle sue app preferite: Max Weisel, 18enne genio dell’Arizona, sviluppatore di Soundrop e Theo Gray, più diversi esperti medici per la componente “tecnica” e scientifica.
Le applicazioni sono utilizzabili in due modi: come giochi (famoso ormai l’esempio di Virus, nel quale le cellule vengono attaccate da un virus e bisogna respingerlo, ma alla vittoria ovviamente corrisponde la prematura terminazione della canzone), oppure come accompagnamento della canzone che attraverso colori diversi mette in risalto la struttura e gli strumenti.
Una volta conclusa la fase di brainstorming nella quale vennero ideate le applicazioni, il suond risultava a suo parare troppo freddo e così Björk decise di commissionare la costruzione alcuni strumenti che si basassero in qualche modo sulla natura. Ecco quindi comparire un emettitore di fulmini di Tesla per “Thunderbolt“, un pendolo alto tre metri che seguendo le osclillazioni terresti descrive le line di basso, per non parlare del Gameleste, una specie di organo i cui tasti però colpiscono barrette di uno xilofono. Ne possiamo ascoltare un esempio in Crystalline.
Il progetto Biophilia però non si ferma qui. Il tour sarà molto particolare: si dilungherà per ben tre anni durante i quali l’incredibile spettacolo della cantante islandese passerà in 6 città. In ogni città lo spettacolo sarà presente per un mese e mezzo in diverse date, dando modo a molte persone di poter assistere e sopratutto creando il tempo per poter organizzare workshop musicali nella città ospitante. Lo scopo di Björk è infatti di poter fare utilizzare le applicazioni inventate a bambini “non ancora indottrinati”, che attraverso l’uso di strumenti intuitivi come le app per iPad, possono essere liberi di creare musica dando sfogo al loro immenso potenziale ancora “puro”.
Per il momento la prima città in cui è sbarcato il progetto Biophilia è Manchester, dove Björk rimarrà fino a metà luglio. Tutto sold out, ovviamente. Dei primi due concerti girano già alcune registrazioni audio ad opera di un generosissimo utente YouTube, tale toledanonavarro.
Non si conoscono ancora le città e le date degli altri sbarchi, ma indubbiamente tutti noi speriamo che faccia un salto anche qui in Italia. Chissà.
L’album, e le app, sono attese per il 26 settembre. Di seguito trovate la tracklist e il primo singolo, “Crystalline” di cui speriamo di potervi proporre presto il video diretto da Michel Gondry.
Tracklist:
1.”Virus”
2.”Cosmogony”
3.”Dark Matter”
4.”Thunderbolt”
5.”Moon”
6.”Crystalline“
7.”Hollow”
8.”Sacrifice”
9.”Mutual Core”
10.”Solstice”

Rispondi